Se stai cercando una meta dove la quiete assoluta incontra panorami spettacolari e segreti preistorici, Orciano Pisano è il luogo ideale per il tuo prossimo viaggio. Con i suoi 633 abitanti, questo suggestivo borgo detiene il primato di comune meno popolato dell'intera provincia di Pisa, una caratteristica che lo rende un'oasi di pace fuori dal tempo.
Situato a 122 metri sul livello del mare, il paese sorge sui dolci rilievi delle Colline Pisane, in una posizione invidiabile fra la Val di Tora e la Val di Fine, a brevissima distanza dalla costa. Il suo territorio, che sfiora a sud la Maremma Pisana, è caratterizzato da splendide colline argillose ricoperte da strati di tufo e vegetazione arbustiva. Questo dolce paesaggio ondulato regala paesaggi mozzafiato che ricordano da vicino le celebri Crete Senesi e la Val d'Orcia. Oltre che per le sue affascinanti architetture religiose, Orciano Pisano è famoso a livello internazionale per essere una vera e propria capitale della paleontologia. Milioni di anni fa, durante il Pliocene, questa parte di Toscana era interamente sommersa dal mare. Oggi, le argille del territorio custodiscono una ricchezza straordinaria di fossili marini, rendendo Orciano la località più importante della regione per il ritrovamento di vertebrati come squali, foche, delfini e balene.
La storia degli scavi in queste terre vanta grandi nomi della ricerca italiana. Nel 1864 Vittorio Pecchioli pubblicò le prime scoperte di nuove specie di molluschi, mentre nel 1871 Cesare D'Ancona inserì i gasteropodi di Orciano nel primo volume della Malacofauna Pliocenica Italiana. Pochi anni dopo, nel 1875, il naturalista Roberto Lawley descrisse i pesci fossili locali e scoprì i primi frammenti della Pliophoca etrusca, una specie di foca vissuta nel Pliocene. Proprio a sud del borgo, nella località di Casa Nuova, l'appassionato Antonio Di Pasco rinvenne lo scheletro quasi completo di questa foca estinta, oggi conservato al Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa.
Sempre a Casa Nuova, nel 2006, è stato scoperto lo scheletro straordinario di una balena di dieci metri risalente a tre milioni di anni fa. Questo ritrovamento, oggi custodito all'Università di Firenze, ha guadagnato la copertina della prestigiosa rivista internazionale Geology grazie al ritrovamento di un intero ecosistema fossile che viveva sfruttando il grasso del cetaceo. Le scoperte scientifiche non si fermano qui, poiché nel 2009 i ricercatori del GAMPS hanno riportato alla luce anche i resti di un cucciolo di foca etrusca, confermando l'incredibile valore storico e scientifico di questo territorio.
Voto alla città:5
Anno della foto:2017