Calitea (Grecia)



Se stai cercando una località speciale in cui la grande storia si fonde con la bellezza del mare, Calitea saprà conquistarti fin dal primo istante. Questa affascinante frazione di Rodi, che conta poco più di diecimila abitanti nell'Egeo Meridionale, è un luogo magico che custodisce un passato millenario e un'atmosfera davvero intramontabile.
La fama di Calitea affonda le sue radici nell'epoca dorica, quando le sue celebri sorgenti iniziarono ad attirare visitatori da ogni dove. Persino l'imperatore romano Tiberio scelse di rifugiarsi tra i suoi paesaggi durante il proprio esilio volontario sull'isola. Attraverso i secoli, questa terra ha continuato a richiamare viaggiatori dall'epoca bizantina a quella cavalleresca, accogliendo persino persone provenienti dalla vicina costa anatolica. A quel tempo la località era conosciuta dai locali con il nome di Tsiflònero, un termine che richiamava l'effetto lassativo e le spiccate proprietà curative della sua acqua sulfurea, ideale contro reumatismi e malattie renali. Raggiungere Calitea era però un'impresa non da poco: il territorio si presentava impervio e superabile solo attraverso ripide mulattiere. Chi vi giungeva durante le Crociate o l'occupazione turca si adattava a bivaccare all'aperto o cercava riparo nei monasteri vicini, strutture di cui oggi purtroppo non rimane alcuna traccia.
Il destino di Calitea cambia radicalmente nel secolo scorso, legandosi a doppio filo con l'Italia. Fu proprio nella sua piccola e riparata baia che il 5 maggio 1912 sbarcarono le truppe italiane, avviando la conquista dell'isola a scapito dell'Impero ottomano. Sotto l'amministrazione italiana, la località visse una vera e propria trasformazione monumentale con la nascita del suo celebre complesso termale. Questa struttura, concepita in uno spettacolare stile eclettico d'oriente dall'architetto Pietro Lombardi, venne inaugurata il 1º luglio 1929 dopo due anni di intensi lavori. La bellezza del sito venne purtroppo violata dai bombardamenti tedeschi durante la seconda guerra mondiale, che ridussero le terme in macerie. Per lunghissimo tempo Calitea ha convissuto con lo spettro dell'abbandono, e le sue strutture vennero ridotte a un semplice deposito di sdraio per il vicino stabilimento balneare. La vera svolta per la rinascita della frazione è arrivata nel 2002, anno in cui è iniziato un imponente restauro culminato con la riapertura ufficiale nell'estate del 2007, restituendo a tutto il sistema dei parchi il suo antico e originario splendore.
Oggi Calitea si presenta come una tappa imperdibile, situata a sud-est della capitale Rodi lungo la strada costiera che conduce verso Faliraki. L'arrivo in questa frazione è già di per sé un'esperienza suggestiva: una volta scesi dal bus, ci si incammina lungo una sinuosa strada panoramica che scende attraverso un fitto bosco verso il mare. Anche se le antiche fonti calde sono attualmente in secca, la località continua a incantare i viaggiatori. Subito a sud delle storiche architetture si sviluppa la splendida spiaggia delle terme, una caletta racchiusa tra le rocce e bagnata da acque limpidissime, dove si trova anche un accogliente bar e caffetteria ideale per rilassarsi all'ombra.
Voto alla città:8
Anno della foto:2018

Petaloudes (Grecia)




Se stai cercando una meraviglia naturale capace di lasciarti senza fiato durante il tuo viaggio a Rodi, Petaloudes è la destinazione ideale da inserire nel tuo itinerario. Questo ex comune della Grecia nell'Egeo Meridionale, che contava 12.133 abitanti al censimento 2001, è famoso in tutto il mondo con il suggestivo nome italiano di Valle delle Farfalle.
La vera protagonista di questa località è una fitta e rigogliosa valle verde lunga circa un chilometro, che si sviluppa tra ripide stradine, piccoli laghetti e caratteristici ponticelli in legno. Da giugno a settembre, questo luogo si trasforma in un raro e spettacolare palcoscenico naturale, dove migliaia di farfalle si radunano per riposare sui fusti e sulle foglie degli alberi. Gli esemplari appartengono alla specie Callimorpha quadripunctaria, nota anche come Arlecchino punteggiato. A rendere Petaloudes un richiamo irresistibile per questi insetti è la presenza del Liquidambar orientalis, un albero della famiglia degli aceri che secerne una particolare resina dal forte e inconfondibile profumo di vaniglia.
L'accesso a questo paradiso terrestre è a pagamento e, per godersi appieno l'esperienza, il consiglio dei viaggiatori è quello di programmare la visita al mattino presto, così da sfruttare il fresco della giornata ed evitare la ressa. Oggi la tutela di questo ecosistema è fondamentale: a causa del costante aumento dei turisti, la popolazione delle farfalle si trova ad affrontare grandi sfide. Questi delicati insetti sono infatti privi di stomaco e, se vengono disturbati e costretti a volare via continuamente, rischiano di disperdere energie vitali preziose per la loro sopravvivenza.
Oltre alla sua celebre natura, Petaloudes racchiude un affascinante patrimonio storico e rurale che si svela nelle antiche località agricole di Pastida e Damatria. Il territorio è costellato di suggestive chiese ortodosse, come quella consacrata a San Nicola nella località di Paradisi, e di storici complessi religiosi. Tra questi spicca il monastero di Kalopetra, edificato nel 1784 per volontà del principe di Valacchia Alexandros Ypsilanti. Per chi desidera vivere il lato più autentico dell'isola, la zona ospita numerose fattorie e agriturismi che offrono esperienze insolite e interessanti sia dal punto di vista naturalistico che da quello gastronomico.
Voto alla città:8
Anno della foto:2018

Terricciola (Italia)



Se stai cercando un antico borgo capace di raccontare secoli di storia tra vigneti e colline, Terricciola è la meta ideale per il tuo prossimo viaggio in Toscana. Questo affascinante comune della provincia di Pisa, che conta 4.522 abitanti, si trova nel suggestivo bacino idrografico del fiume Arno ed è orgogliosamente parte dell'Associazione Nazionale Città del Vino.
Le radici di Terricciola affondano nell'epoca etrusca, un passato glorioso ampiamente documentato dai ritrovamenti archeologici nelle frazioni di Morrona e Soiana. Proprio qui sono state scoperte necropoli di età ellenistica caratterizzate da affascinanti tombe a camera ipogea, tra le quali spicca per importanza e bellezza l'Ipogeo del Belvedere. Il legame con questo antichissimo popolo si riflette anche nel nome: antichi studi di toponomastica riportano infatti che l'originario nome etrusco e latino della località potrebbe essere stato Tursenum o Tursena.
In epoca medievale la fisionomia del borgo era profondamente diversa, poiché il centro abitato era protetto e costellato da numerose torri difensive. Proprio da questa caratteristica militare deriva il probabile toponimo latino medievale Turricula, che col tempo si è trasformato nel diffuso Terricciuola e infine nell'odierno nome della città. La sua posizione strategica la portò ad assumere un ruolo di rilievo già nel XII secolo sotto il controllo del Vescovo di Volterra, diventando presto terreno di scontro e contesa in lunghe guerre tra Pisa e Firenze. Nel 1284 la popolazione locale scelse di giurare fedeltà alla Repubblica di Firenze, ma le dispute non finirono lì: la Repubblica di Pisa riuscì a riconquistarne il controllo nel 1496.
Il forte spirito indipendente e l'attaccamento alle proprie tradizioni sono emersi chiaramente anche in epoca moderna. In occasione del plebiscito del 1860 per l'annessione della Toscana al Regno di Sardegna, la comunità manifestò una netta opposizione: i voti favorevoli non ottennero infatti la maggioranza degli aventi diritto, fermandosi a soli 425 "sì" su un totale di 1063. Oggi questa storica località non è solo un paradiso per gli amanti dell'enologia, ma continua a incantare i visitatori grazie a un ricco patrimonio di architetture religiose e civili che costellano le susseguenti vie del centro.
Voto alla città:6
Anno della foto:2017

Capannoli (Italia)



Se stai cercando una meta toscana fuori dai classici itinerari turistici, Capannoli saprà sorprenderti con la sua insospettabile combinazione di memorie storiche, natura e cultura. Questo affascinante comune della provincia di Pisa, che conta 6.349 abitanti, custodisce nel cuore della sua terra storie che si intrecciano con grandi dinastie e con l'epoca napoleonica.
Il vero simbolo della vita culturale e storica di Capannoli è la spettacolare Villa Bourbon del Monte-Baciocchi. Questa imponente dimora venne edificata fondendo con eleganza lo stile tardo-barocco e quello neoclassico. Le sue fondamenta poggiano proprio sul terreno in cui sorgeva l'antico nucleo del castello medievale, una fortezza storica citata nei documenti fin dall'anno 843. L'edificio venne completamente ristrutturato verso la metà del XVIII secolo, assumendo l'aspetto signorile che possiamo ammirare ancora oggi.
La villa deve parte del suo grande fascino alle vicende dell'Ottocento. Nel 1833 l'intera proprietà fu acquistata dal Conte Felice Baciocchi. Il nobile scelse questa dimora come residenza saltuaria insieme alla consorte Elisa Bonaparte, la celebre sorella di Napoleone Bonaparte. Il passaggio di queste importanti figure ha lasciato un'impronta indelebile nell'atmosfera del borgo, legandolo per sempre alla grande storia europea.
Oggi Capannoli ha saputo trasformare questo gioiello architettonico in un vivace punto di riferimento per i visitatori. L'amministrazione comunale è l'attuale proprietaria della villa, che oggi apre le sue porte al pubblico ospitando due importanti istituzioni culturali. Al suo interno è infatti possibile esplorare un ricco Museo Zoologico e un interessante Centro di Documentazione Archeologica, che raccoglie le testimonianze del passato del territorio.
Voto alla città:6
Anno della foto:2017