San Giovanni Rotondo (Italia)



Se stai cercando un viaggio capace di toccare le corde più profonde dell'anima, dove il misticismo contemporaneo si intreccia con una storia medievale ricchissima e tradizioni secolari, la tua prossima destinazione deve essere San Giovanni Rotondo. Questo celebre comune italiano di 27 124 abitanti, situato nella provincia di Foggia in Puglia, è famoso in tutto il mondo per il fatto di ospitare le spoglie di san Pio da Pietrelcina, il frate cappuccino vissuto a lungo nella città. Il territorio comunale è inoltre splendidamente inserito nella cornice naturalistica del Parco Nazionale del Gargano.
Una delle sorprese più grandi per il viaggiatore è la netta separazione tra l'area dei pellegrinaggi e la vita locale. Il centro storico è infatti una zona quasi esclusivamente residenziale, dove le attività a carattere commerciale-turistico hanno scarso rilievo. Questo fa sì che il cuore antico del paese sia solo marginalmente interessato dal grande flusso turistico dovuto al culto di Padre Pio, che si consuma quasi esclusivamente intorno alla zona del Convento. Passeggiando per le tranquille vie del centro si scopre un patrimonio artistico straordinario: si incontrano la chiesa di San Giuseppe Artigiano, la Chiesa di San Nicola (con un prezioso portale in rame sulla vita del santo), la Chiesa di Santa Caterina (la più antica del paese), la Chiesa di Sant'Orsola, la Chiesa della Madonna di Loreto (che riproduce le dimensioni reali del luogo natio di Gesù a Betlemme), la Chiesa di Sant'Onofrio e l'antichissima Chiesa di San Giovanni Battista del III-II secolo a.C. A questo si aggiungono i vicini reperti archeologici dell'antico Borgo Sant'Egidio e di La Curvara.
La chiesa principale di San Giovanni Rotondo è la Chiesa di San Leonardo abate, la chiesa matrice del paese. Della sua genesi medievale restano pochissime tracce perché nella seconda metà del Seicento l'arcivescovo di Manfredonia Vincenzo Maria Orsini (futuro papa Benedetto XIII) ne ordinò l'abbattimento, invitando i cittadini a riedificarla a proprie spese e a interrompere usi superstiziosi. Al rifiuto del popolo, l'arcivescovo emanò una scomunica generale il 9 ottobre 1676. La successiva diffusione di un morbo misterioso che provocò circa 500 vittime su 2690 abitanti fu vista come un castigo divino, spingendo alla revoca della scomunica. Il 16 giugno 1678 il cardinale Orsini avviò la demolizione e il 26 ottobre dello stesso anno venne posta la prima pietra della nuova struttura, riaperta al culto dall'arcivescovo Tiberio Muscettola il 30 settembre 1684. Consacrata definitivamente nel 1818, la chiesa fu ampliata nel 1909 con una navata laterale e restaurata profondamente nel 1983 per volere del parroco Domenico Umberto D'Ambrosio, oggi arcivescovo di Lecce. La facciata vanta due scalinate, un portale in legno sormontato da una statua in pietra di San Michele Arcangelo del 1656 e l'iscrizione D.O.M. sul cornicione, mentre il campanile eretto tra il 1703 e il 1709 ospita 5 campane. All'interno si ammirano la volta a capriate, un organo del 1694 e sei altari votivi con statue lignee di pregio.
Le altre chiese del centro racchiudono storie altrettanto affascinanti. La chiesa di San Nicola, edificata nel XVI secolo, custodisce la splendida statua della Madonna dei Sette Dolori, arrivata da Napoli nel 1726 e celebre per la sua celestiale espressione di dolore. La vicina chiesa di San Giacomo Apostolo, antica proprietà dell'ospedale cittadino documentato fin dal 1304 e passata ai Gesuiti nel 1718, fu teatro di una pagina drammatica della storia risorgimentale: il 6 novembre 1860 ospitò il Consiglio subitaneo di guerra del governo unitario, che emise la condanna a morte di tredici cittadini accusati di aver eccitato la guerra civile durante la reazione borbonica.
Infine, di immenso valore storico è la chiesa di Sant'Onofrio, edificio medievale ispirato alla severa essenzialità degli Ordini Mendicanti, edificato nel 1231 come opera regia da Federico II di Svevia, il quale proclamò San Giovanni Rotondo luogo regio affrancandolo dall'Abazia di San Giovanni in Lamis. La facciata a capanna in stile romanico-gotico presenta un portale ogivale e un doppio oculo. Questa chiesa ha legato per secoli il suo nome all'economia della Puglia: sul suo sagrato il banditore proclamava ufficialmente il prezzo dei cereali in occasione della fiorentissima fiera di Sant'Onofrio (spostata nel 1575 al 19 giugno), un prezzo che per legge diventava obbligatorio in tutto il Regno delle Due Sicilie. Caduta in disfacimento in epoca napoleonica, la chiesa è stata riaperta al culto nel 1914 grazie all'arciprete Giuseppe Prencipe e riportata alle sue linee primitive nel 1955, svelando rari affreschi trecenteschi. Oggi vi si venera la Madonna del Monte Carmelo con una grande festa il 16 luglio.
Voto alla città:6
Anno della foto:2010

Pinzolo (Italia)



Se stai cercando una destinazione alpina spettacolare, capace di unire il brivido delle piste da sci più estese d'Italia, il relax della villeggiatura estiva e tesori d'arte medievale unici nel loro genere, la tua prossima destinazione deve essere Pinzolo. Questo dinamico comune di 3 118 abitanti, situato nella provincia di Trento, sorge nell'alta Val Rendena proprio all'inizio della Strada statale 239 di Campiglio che conduce al Passo Campo Carlo Magno. Come maggiore centro della vallata, la cittadina è splendidamente adagiata su una piana prativa incorniciata da giganti di roccia: il Gruppo dell'Adamello a ovest e il Gruppo del Brenta a est, con gran parte del territorio comunale che fa orgogliosamente parte del Parco naturale Adamello-Brenta.
Pinzolo è una località turistica alpina di fama internazionale che gode di elevatissime affluenze sia in inverno che in estate. A pochissimi chilometri si trova la sua celebre frazione di Madonna di Campiglio, soprannominata la Perla delle Dolomiti. Negli ultimi mesi del 2011 la connettività della zona ha fatto un salto epocale con la realizzazione di una cabinovia all'avanguardia lunga quasi 5 chilometri. Questo impianto, che supera 1100 metri di dislivello con quattro stazioni e trasporta 1800 persone l'ora, collega direttamente le piste locali con quelle di Madonna di Campiglio e Folgarida-Marilleva, creando il comprensorio sciistico più esteso del Trentino con ben 150 chilometri di piste. Gli amanti dello snowboard hanno a disposizione aree dedicate come l'Ursus Snowpark in località Grostè e il Brentapark in località Grual. Il fiore all'occhiello dello sci locale è la pista Dolomitica, che scende dal Doss del Sabion a 2100 metri fino ai 852 metri della località Tulot a Carisolo. La pista si divide in due varianti: la Tour, lunga 5750 metri con pendenza media del 22%, e la celebre Dolomitica Star, una pista nera mozzafiato lunga 3455 metri con un dislivello di 1248 metri, una pendenza media del 36% e punte massime del 70%, il cui tracciato unisce la Pista Rododendro, la Variante Rododendro Cioca 2, la Cioca 2 e la Tulot. Durante la stagione estiva, la valle si trasforma in una palestra a cielo aperto grazie a un'incredibile dotazione di impianti sportivi: campi da tennis, calcio, basket, pallavolo, beach volley, golf, bocce, minigolf, palaghiaccio, piscine, tiro con l'arco, palestre e attività come mountain bike e parapendio.
Accanto alla vocazione sportiva, il borgo conserva una gemma di inestimabile valore culturale. Di notevole interesse storico è la chiesa di San Vigilio, il cui assetto attuale risale al 1515. L'edificio è famoso in tutto il mondo per ospitare una straordinaria ed enigmatica cinquecentesca danza macabra, un grandioso affresco realizzato nel 1539 dal pittore bergamasco Simone II Baschenis, artista che operò ampiamente in Val Rendena e in Val di Sole. Lo stesso Baschenis ha impreziosito l'interno della chiesa lasciando, nel presbiterio e nell'abside, vari affreschi tra cui una maestosa Crocifissione, immagini degli apostoli e dettagliati episodi della vita di san Vigilio.
Il viaggio si completa infine con l'esplorazione di due tra i più spettacolari e incontaminati ambienti naturali del Trentino, interamente compresi nel territorio comunale: la Val di Genova, celebre per le sue cascate fragorose e la natura selvaggia, e la Val Nambrone, un paradiso di laghi alpini e foreste silenziose che offrono spunti turistici e naturalistici indimenticabili.
Voto alla città:8
Anno della foto:2010

Mezzana (Italia)



Se stai cercando una destinazione alpina che unisca la quiete di un borgo tradizionale alla vitalità di uno dei comprensori sciistici più dinamici del Trentino, la tua prossima destinazione deve essere Mezzana. Questo caratteristico comune italiano di 893 abitanti, situato nella provincia autonoma di Trento in Trentino-Alto Adige, deve il suo stesso nome alla felice posizione geografica centrale che occupa all'interno della splendida Val di Sole.
Il paese giace adagiato sul versante sud della vallata, distendendosi lungo le sponde del vivace torrente Noce, un corso d'acqua famoso per gli sport fluviali. Proprio di fronte al nucleo storico, sul versante opposto, si sviluppa il celebre centro sciistico di Marilleva, nato alla fine degli anni 60 del secolo scorso. Lo sviluppo travolgente di questo polo dedicato agli sport invernali ha influito in modo significativo sull'economia dell'intera zona, determinando notevoli cambiamenti socio-economici e rimodellando nel tempo l'aspetto stesso del paese, che oggi si presenta come una località turistica moderna e perfettamente attrezzata, pur conservando il suo fascino montano originario.
Oltre allo sci e alle attività invernali, il territorio comunale offre scenari naturalistici di rara bellezza ideali per le escursioni estive. Tra i gioielli ambientali più preziosi spiccano senza dubbio i laghi del Malghetto, splendidi specchi d'acqua alpini incastonati tra i boschi e le vette circostanti. Si tratta della meta perfetta per gli amanti del trekking e della fotografia naturalistica, un luogo dove rigenerarsi nel silenzio delle quote elevate prima di ridiscendere a valle per godersi l'accoglienza e i sapori tipici della tradizione solandra.
Voto alla città:7
Anno della foto:2010 

Olbia (Italia)





Se stai cercando un viaggio che unisca il dinamismo di una città in piena espansione economica a una storia millenaria e ad alcune delle spiagge più spettacolari del Mediterraneo, la tua prossima destinazione deve essere Olbia. Questo importante comune di 60 199 abitanti, situato nella provincia di Sassari in Sardegna, risulta essere il quarto comune dell'isola per numero di residenti e il secondo per estensione territoriale.
La città vanta un passato glorioso: fu l'antica capitale del Giudicato di Gallura e la prima sede vescovile della regione. Dal 2005 al 2016 è stata inoltre capoluogo, insieme a Tempio Pausania, della provincia di Olbia-Tempio. Negli ultimi decenni Olbia ha conosciuto un rapidissimo sviluppo industriale e commerciale, con una crescita demografica straordinaria che ha visto la popolazione raddoppiare tra il 1951 e il 1981. Questa espansione, partita dal nucleo storico di corso Umberto I, ha richiesto importanti interventi infrastrutturali per gestire la viabilità, tra cui una circonvallazione con sopraelevate, un tunnel sotto l'area del porto vecchio e numerose rotatorie urbane ed extraurbane.
Il patrimonio monumentale cittadino è di altissimo livello. Tra le chiese storiche spicca la basilica di San Simplicio, uno dei più insigni e importanti monumenti in stile romanico di tutta la Sardegna. Nel cuore del centro si trova anche la chiesa di San Paolo, edificio barocco caratterizzato da un alto campanile, una splendida cupola maiolicata e affreschi interni realizzati dal pittore Alberto Sanna. L'impianto urbanistico del centro conserva l'impronta di tipo toscano del periodo pisano (quando la città prese il nome di Terranova), voluto dal Giudice Nino di Gallura nei pressi del porto romano. Del periodo giudicale rimangono oggi pochi resti delle mura, mentre nelle campagne circostanti si contano numerose chiese rurali come San Vittore, Nostra Signora di Cabu Abbas, Santa Lucia, dello Spirito Santo, Sant'Angelo e Santa Mariedda. A queste si aggiungono architetture moderne come la Sacra Famiglia, la Madonna de La Salette, Sant'Antonio, San Ponziano a Poltu Quadu e San Michele Arcangelo. Poco fuori dall'abitato, a testimoniare il passato medievale, svettano il castello di Pedres e il castello Sa Paulazza.
Olbia è soprattutto un polo turistico di rilevanza internazionale, grazie a infrastrutture d'avanguardia e a insediamenti famosi in tutto il mondo come Porto Rotondo e Portisco. Il litorale è un susseguirsi di spiagge paradisiache. A nord, tra Porto Rotondo e Cugnana, si incontrano le spiagge di Cugnana, Rena Bianca, Razza de Juncu, la spiaggia dei Sassi, delle Alghe e la celebre spiaggia Ira. Nella frazione di Pittulongu si sviluppano i lidi della Playa, lo Squalo, il Pellicano, Mare e Rocce e Bados. Spostandosi a sud della città, la costa offre altri scenari incantevoli come il Lido del Sole, Le Saline, Marina Maria, Bunte, la splendida Porto Istana, Li Cuncheddi e il promontorio di capo Ceraso.
Voto alla città:10
Anno della foto:2010. 2017

Città Della Pieve (Italia)




Se stai cercando un viaggio in un borgo medievale dal fascino intramontabile, arroccato su colline che dominano panorami mozzafiato e intriso dell'arte dei più grandi maestri del Rinascimento, la tua prossima destinazione deve essere Città della Pieve. Questo splendido comune italiano di 7.686 abitanti, situato nella provincia di Perugia in Umbria, sorge su un colle a circa 508 metri sul livello del mare in una posizione panoramica che domina l'intera Val di Chiana. Inclusa nella Comunità Montana Monti del Trasimeno, questa splendida cittadina colpisce subito lo sguardo dei visitatori per una caratteristica urbanistica unica: il centro storico è costruito per un buon 70% in mattoni a vista, un elemento che le dona un colore caldo e un'atmosfera d'altri tempi.
Le origini storiche e spirituali del borgo sono antichissime. Il Liber Pontificalis del IX secolo narra che la matrona romana Vestina, vissuta nel IV secolo, possedeva feudi su questo colle e presso la città laziale di Fondi. In seguito alla vendita di queste terre, Vestina eresse a Roma una chiesa ai SS. Martiri Gervasio e Protasio (l'attuale San Vitale). La coincidenza del culto e della dedicazione nelle due cittadine fa pensare che la matrona diffuse la venerazione per i due santi tra gli abitanti locali dopo il ritrovamento delle loro reliquie. La chiesa più vecchia, situata nel punto più alto della città, divenne la cattedrale di Città della Pieve dopo il 1600. Sorta probabilmente su un tempio pagano etrusco e romano, la cattedrale mostra ancora decorazioni romaniche. Nel 1530 si decise di rinnovare la tribuna e l'abside, ma i lavori iniziarono mezzo secolo dopo con Niccolò di Pietro, che ingrandì l'edificio fino a congiungerlo con la Torre Pubblica e creò la gradinata in pietra serena all'ingresso. Il Pomarancio ne affrescò le pareti e la calotta del coro, ma un fulmine nel 1783 distrusse gran parte delle pitture, lasciando visibile solo la gloria sull'abside. Crollata la capriata nel 1667, la copertura fu ricostruita a volta, mentre tra il 1693 e il 1708 sorsero le cappelle laterali e nel 1738 fu eretto il campanile. Al suo interno si ammira un capolavoro assoluto: la tavola di Pietro Perugino raffigurante La Madonna fra i santi protettori Gervasio e Protasio e i SS Pietro e Paolo. Nelle cappelle si trovano anche opere di allievi del Perugino, come Domenico Paride Alfani e Giacomo di Guglielmo, oltre a tele di Niccolò Circignani e Salvio Savini, e un simulacro ligneo del XVI secolo attribuito a Giovanni Tedesco. Sotto l'abside sono inoltre visitabili i resti di un'antica costruzione con colonne, pilastri e quattro archi che si uniscono in un pilastro ottagonale centrale, un locale anticamente destinato a ricevere le salme dei vescovi.
Un altro importante polo storico è legato alla presenza dei francescani, che intorno al 1280 acquistarono dai monaci benedettini un oratorio dedicato a san Bartolomeo con una casa e un terreno, edificando il convento e una spaziosa chiesa. Quest'ultima fu distrutta nel 1776, lasciando intatta solo la facciata originale fino al rosone. Gli interni furono rinnovati secondo il gusto barocco del tempo, mentre il campanile fu eretto o ricostruito nel 1600. Del primitivo convento resta solo un muro con piccolissime finestre delle celle. Nel XV secolo la struttura fu ampliata distruggendo tre lati e creando un nuovo portico nel cortile che racchiuse l'antico oratorio di S. Bartolomeo. In questo oratorio soggiornò nel 1426 S. Bernardino da Siena, istituendo la Confraternita della Misericordia, attiva qui fino al 1567 prima che i locali diventassero il refettorio dei frati. Al suo interno si conserva lo splendido affresco La crocifissione di Gesù, unico superstite di un ciclo pittorico, attribuito a Nicola di Bonifazio Senese che si era trasferito nel borgo a fine Trecento. I religiosi abbandonarono la struttura nel 1860; oggi la chiesa è intitolata alla Madonna di Fatima e il vecchio convento ospita l'oratorio.
Il territorio comunale riserva altre perle imperdibili fuori dal centro urbano. A due chilometri a sud del capoluogo si trova la chiesetta della Madonna della Sanità, un vecchio romitorio con timpano romanico che custodisce al suo interno, sopra l'altare, una tela della scuola del Perugino. Di grandissimo interesse storico e architettonico è infine lo splendido borgo-castello di Salci, una vera e propria capsula del tempo che ha costituito un ducato autonomo sotto le famiglie dei Bandini e dei Bonelli per ben 292 anni, mantenendo la sua indipendenza fino all'Unità d'Italia.
Voto alla città:7
Anno della foto:2010

Crespina Lorenzana (Italia)



Se stai cercando un viaggio nella campagna toscana più autentica, tra dolci colline costellate di eleganti residenze nobiliari, borghi ricchi di storia e una fitta rete di antiche borgate rurali, la tua prossima destinazione deve essere Crespina Lorenzana. Questo affascinante comune sparso di 5 425 abitanti, situato nella provincia di Pisa, è una realtà territoriale unica nel suo genere. È stato istituito ufficialmente il 1º gennaio 2014 dalla fusione dei comuni di Crespina e Lorenzana, e la sua sede comunale è situata oggi nella frazione di Crespina.
Il fascino di questo territorio risiede nella sua straordinaria varietà e frammentazione antropica. Nel territorio comunale di Crespina Lorenzana si contano sei frazioni principali, ma a rendere l'esplorazione un'avventura continua sono le numerose località sparse che si incontrano lungo le strade collinari. Per comprendere a fondo la mappa di questo luogo, un'ulteriore distinzione può essere fatta tra borgate e agglomerati minori, ognuno custode di una propria identità rurale. Sono classificate ufficialmente come borgate o nuclei abitati le località di Botteghino, La Casa, Ceppaiano, Collealberti, La Fonte, I Greppioli, Le Lame, Lavoria e Siberia. Sono invece classificati come agglomerati i piccoli nuclei di Belvedere, La Capannina, Cenaia Vecchia, Il Colle, Fungiaia, I Gioielli, Migliano, Pettinaccio, Roncione, La Tana, Vicchio e Volpaia.
Dal punto di vista culturale e monumentale, il comune è famoso in tutta la regione per le sue straordinarie architetture civili, rappresentate in particolare da magnifiche ville signorili e padronali. Queste dimore vennero edificate nel corso dei secoli da nobili famiglie pisane e fiorentine che avevano scelto queste colline come luogo ideale di villeggiatura e di gestione agricola, arricchendo il paesaggio di giardini monumentali e facciate eleganti. A questa ricchezza laica si affiancano pregevoli architetture religiose, un fitto mosaico di chiese parrocchiali e piccoli oratori devozionali che spuntano tra i filari di viti e gli uliveti, offrendo tappe di silenzio e arte che raccontano la profonda e secolare devozione delle comunità contadine della zona.
Voto alla città:6
Anno della foto:2015

Tarquinia (Italia)



Se stai cercando una destinazione capace di unire una millenaria storia etrusca, il fascino della pittura antica e la comodità della tecnologia moderna, allora devi assolutamente scoprire Tarquinia. Situato nella provincia di Viterbo, a circa 45 chilometri dal capoluogo, questo affascinante comune italiano conta poco più di 16.000 abitanti e racchiude un patrimonio archeologico di valore inestimabile.
Passeggiando per la città moderna ti troverai sul colle dei Monterozzi, ma la vera culla della civiltà sorse originariamente sull'altura vicina, conosciuta come La Civita. Proprio in quest'area si sviluppò, tra il nono e l'ottavo secolo avanti Cristo, un enorme centro urbano nel periodo villanoviano che si estendeva per circa 150 ettari. Sebbene i resti visibili della città antica siano oggi limitati, potrai comunque ammirare l'imponente Ara della Regina, un colossale tempio in tufo eretto tra il quarto e il terzo secolo avanti Cristo, e le tracce di una cinta muraria che si sviluppava per ben 8 chilometri.
Il vero fiore all'occhiello di Tarquinia, ciò che la rende famosa in tutto il mondo, è però la straordinaria necropoli dei Monterozzi. Questo sito conserva il nucleo più importante di arte etrusca giunto fino a noi, rappresentando la più grande testimonianza di pittura prima dell'era imperiale romana. Entrando nelle camere funerarie, scavate direttamente nella roccia e modellate come l'interno delle case dell'epoca, verrai catapultato in un mondo fatto di affreschi dai colori intensi e vivaci. I dipinti più antichi mostrano scene piene di vita con banchetti funebri, danzatori, suonatori di aulòs e giocolieri in paesaggi vibranti. Con il passare dei secoli, a partire dal quinto secolo avanti Cristo, l'atmosfera cambia e le pareti iniziano a ospitare figure di demoni e divinità dell'oltretomba, regalando un tocco più profondo e misterioso al viaggio nel tempo.
La cosa più sorprendente? Questo tuffo nel passato è incredibilmente accessibile. Tarquinia ha il primato di essere la prima città patrimonio dell'umanità dell'Unesco ad aver installato una segnaletica QR Code. Ti basterà quindi usare il tuo smartphone per inquadrare i codici sparsi per la città e ricevere all'istante tutte le informazioni storiche e i dettagli sui servizi turistici. Tarquinia ti aspetta per svelarti i segreti di un popolo affascinante, unendo in un solo viaggio l'archeologia più pura e l'innovazione digitale.
Voto alla città:8
Anno della foto:2010

Siena (Italia)




Se stai cercando un viaggio che ti porti direttamente nel cuore del Medioevo, tra panorami collinari da cartolina e tradizioni secolari, Siena è la meta ideale per il tuo prossimo itinerario. Situata nella Toscana centrale, questa splendida città di circa 54.000 abitanti è il capoluogo dell'omonima provincia e sorge in una posizione geografica davvero invidiabile, circondata dalle celebri colline del Chianti, dalla suggestiva Montagnola e dai paesaggi unici delle Crete senesi, sospesa tra le valli dei fiumi Arbia, Merse ed Elsa.
Il motivo per cui te ne innamorerai a prima vista è la straordinaria armonia del suo centro storico, che dal 1995 è tutelato dall'UNESCO come Patrimonio dell'Umanità. Camminare per le sue strade significa immergersi in una perfetta unità stilistica di arredo urbano medievale, dove ogni mattone racconta una storia. La città è universalmente celebre per il suo immenso patrimonio artistico e per le sue imponenti architetture civili, militari e religiose, oltre che per il famosissimo Palio, la storica corsa di cavalli che accende l'anima delle storiche contrade. Pensate che qui si respira la storia anche nell'economia: Siena ospita infatti la sede della Banca Monte dei Paschi di Siena, fondata nel 1472 e riconosciuta come la banca più antica del mondo ancora in attività.
Oltre ai monumenti all'aperto, la città custodisce una quantità impressionante di musei, archivi storici e teatri che la rendono una vera e propria città-museo. Proprio per questa sua incredibile concentrazione di bellezza, il turismo rappresenta da sempre l'attività trainante dell'economia locale. Molti visitatori scelgono Siena per una gita veloce di poche ore, ma negli ultimi anni le istituzioni locali stanno promuovendo numerose iniziative permanenti per invitare i viaggiatori a fermarsi più a lungo, assaporando la città con calma anche dopo il tramonto.
Voto alla città:9
Anno della foto:2010, 2019