La Oliva (Spagna)





Se stai cercando la combinazione perfetta tra una vivace vita notturna, il fascino della storia locale e spiagge incontaminate che sembrano uscite da una cartolina sahariana, questo angolo delle Canarie saprà conquistarvi fin dal primo istante. La Oliva è un comune spagnolo di 25.199 abitanti situato nella comunità autonoma delle Canarie, nella porzione settentrionale della splendida isola di Fuerteventura. L'intero territorio comunale è rinomato per la sua eccellente accoglienza, offrendo ai visitatori numerosi alberghi, villaggi turistici e locali notturni ideali per il divertimento serale.
Il vero gioiello e principale richiamo turistico della zona è rappresentato dalle spettacolari dune di Corralejo, un'immensa e suggestiva area di sabbia desertica dorata che si tuffa direttamente nelle acque dell'oceano. Questo ecosistema unico è un paradiso per la fauna locale, dove è possibile incontrare varie specie di volatili, roditori e rettili, ed è famoso per le caratteristiche gite in groppa a dromedari che permettono di esplorare il paesaggio in modo memorabile. Lungo la costa si sviluppano altre spiagge di grandissimo interesse come Flagbeach, la playa del Burro e la playa del Morro, mete predilette sia per il relax che per gli amanti degli sport acquatici. Spostandosi verso l'interno di Corralejo si incontra il Casco Viejo, il nucleo storico dove si possono ammirare i più autentici esempi di abitazioni canarie, caratterizzate dal tipico colore bianco e sviluppate su un massimo di tre o quattro piani. Il comune vanta inoltre una ricca offerta culturale grazie a strutture come l'auditorio, il Centro cultural de Corralejo, la biblioteca pubblica e i storici Molino de Corralejo.
Voto alla città:8
Anno della foto:2019

Piazza Al Serchio (Italia)

 


Se stai cercando un autentico borgo di montagna dove la storia medievale si sposa con la bellezza selvaggia dell'Appennino toscano, questa località è la meta ideale per il tuo viaggio. Piazza al Serchio è un affascinante comune italiano di 2.274 abitanti situato nella suggestiva regione della Garfagnana, all'interno della provincia di Lucca. Il borgo sorge a un'altitudine di 536 metri sopra il livello del mare e si estende su una superficie di 27,08 chilometri quadrati, con una densità abitativa di 94,39 abitanti per chilometro quadrato. L'origine del toponimo deriva dall'unione della parola piazza, che fa probabile riferimento a un antico spiazzo o a un luogo destinato al mercato, e dalla specificazione al Serchio, che indica la sua precisa ubicazione nell'alto bacino dell'omonimo fiume. Questo nome attuale è stato adottato ufficialmente solo nel 1923, anno in cui il comune è passato alla giurisdizione della provincia lucchese, mentre in precedenza la località era denominata Piazza Massese.
Nel corso del tempo, la cittadina è diventata famosa a livello turistico e culturale soprattutto grazie ad alcune preziose testimonianze storiche che attirano numerosi visitatori. Il gioiello architettonico principale del territorio è la splendida Pieve di San Pietro, un importante edificio religioso che rappresenta il cuore spirituale della comunità. Altrettanto celebre e suggestivo è il complesso formato dal ponte e borgo medievale di San Michele, un angolo d'altri tempi perfettamente conservato dove è possibile passeggiare tra antiche mura in pietra e ammirare la maestria costruttiva dei secoli passati.

Voto alla città:6
Anno della foto:2010

San Romano In Garfagnana (Italia)

 


Se stai cercando una meta dove la storia medievale e la natura incontaminata si fondono in un panorama da favola, questo borgo della Garfagnana saprà regalarti grandi emozioni. San Romano in Garfagnana è un affascinante comune italiano di 1 406 abitanti situato nella provincia di Lucca, in Toscana, e fa orgogliosamente parte del territorio protetto del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano. Secondo una suggestiva leggenda popolare tramandata nel corso dei secoli, il nucleo originario del paese sarebbe nato in seguito alla distruzione di due antichi castelli medievali della zona, quelli di Boglio e di Meschiana.
Oggi la località è rinomata a livello turistico soprattutto per il suo eccezionale patrimonio di architetture religiose e militari. Il monumento più famoso e spettacolare del territorio è senza dubbio la maestosa Fortezza delle Verrucole, un'imponente rocca medievale che domina l'intera vallata dall'alto di uno sperone roccioso e che rappresenta uno degli esempi di fortificazione meglio conservati di tutta la regione. 

Voto alla città:6
Anno della foto:2010

Taormina (Italia)

 


Se stai cercando un luogo magico dove la bellezza del mare incontra la storia millenaria e il fascino della cultura internazionale, questa perla siciliana è la destinazione ideale per il tuo viaggio. Taormina è un celebre comune italiano di 10 815 abitanti situato nella città metropolitana di Messina, in Sicilia. Considerata uno dei centri turistici internazionali di maggiore rilievo dell'intera regione, la cittadina è famosa in tutto il mondo per il suo straordinario paesaggio naturale, le sue bellezze marine e i suoi monumenti storici, elementi che la resero una tappa fondamentale del leggendario Grand Tour. A partire dal XIX secolo, Taormina si è affermata come una delle principali mete turistiche in Europa, consolidando la sua fama nel corso del Novecento, quando divenne una vera e propria colonia di artisti, scrittori e intellettuali espatriati. Tra i tanti illustri ospiti si ricordano Albert Stopford, con il suo celebre giardino edoardiano, e lo scrittore D.H. Lawrence. Trent'anni dopo, tra il 1950 e il 1951, la medesima villa ospitò Truman Capote, che raccontò quel soggiorno nel saggio Fontana Vecchia. Il fascino del borgo attirò anche personalità del calibro di Tennessee Williams, Jean Cocteau e Jean Marais, oltre a figure spirituali come Charles Webster Leadbeater e Jiddu Krishnamurti, che descrisse la città come il posto perfetto per coltivare i propri talenti. Qui lavorò persino il premio Nobel islandese Halldór Laxness alla stesura del suo celebre romanzo. L'eco della sua bellezza è giunto così lontano da ispirare il nome di Toormina, un sobborgo della città australiana di Coffs Harbour.
Oggi Taormina continua a incantare per il suo immenso patrimonio composto da architetture religiose, palazzi storici e rinomati siti archeologici. Nel 2006, la città è stata inserita insieme alla suggestiva Isola Bella nella Tentative List dell'UNESCO per ottenere il prestigioso riconoscimento di sito Patrimonio dell'Umanità.

Voto alla città:8
Anno della foto:2010

Pievepelago (Italia)

 


Se stai cercando una località appenninica che sappia coniugare una grande tradizione sportiva, borghi storici ricchi di fascino e una natura rigogliosa costellata di specchi d'acqua, questo borgo emiliano è la meta perfetta per la tua prossima vacanza. Pievepelago è un comune italiano di 2 320 abitanti situato nella provincia di Modena, in Emilia-Romagna, posizionato a sud del capoluogo. Questo accogliente territorio fa parte dell'Unione dei Comuni del Frignano, una realtà sovracomunale che ha il proprio centro amministrativo a Pavullo nel Frignano. Nel corso del tempo, la cittadina è diventata molto conosciuta a livello nazionale soprattutto grazie al prestigioso Centro Federale estivo di Tennis della Federazione Italiana Tennis, fondato nel lontano 1957 sotto l'egida del C.O.N.I., sui cui campi in terra battuta si sono allenati da giovani grandi campioni del calibro di Adriano Panatta, Corrado Barazzutti e Paolo Bertolucci. La vocazione sportiva di Pievepelago è testimoniata anche dal fatto che la località è stata scelta per molti anni come sede ufficiale dei ritiri calcistici estivi di storiche squadre di serie A, ospitando tra le altre il Bologna Football Club e la Società Sportiva Lazio proprio nelle stagioni in cui si laurearono campioni d'Italia, rispettivamente nel 1963/64 e nel 1973/74.
Oggi il comune continua a essere un punto di riferimento eccezionale per gli amanti dello sport e dell'aria aperta in qualsiasi stagione dell'anno. Oltre ai celebri campi da tennis, Pievepelago offre importanti impianti che includono una piscina olimpionica, palestre attrezzate e una comoda pista ciclabile. Durante i mesi estivi la zona è perfetta per praticare numerose discipline all'aperto, come il calcio, l'escursionismo e la pesca sportiva lungo i corsi d'acqua locali. D'inverno, il territorio si trasforma in un paradiso bianco per gli appassionati della neve, offrendo la possibilità di praticare tutti i tradizionali sport alpini invernali, dallo sci alpino allo sci nordico, fino alle emozionanti discese fuori pista per i più esperti. Oltre alla sua importante anima atletica, il comune è rinomato per il suo straordinario patrimonio paesaggistico e culturale, caratterizzato da numerosi laghi alpini e da borghi storici estremamente interessanti sia dal punto di vista storico che naturalistico.

Voto alla città:7
Anno della foto:2010

Villa Minozzo (Italia)



Se stai cercando una meta nel cuore dell'Appennino dove la grande storia medievale si intreccia con paesaggi montani di straordinaria bellezza, questo borgo emiliano saprà affascinarti fin dal primo istante. Villa Minozzo è un comune italiano di 3 624 abitanti situato nella provincia di Reggio Emilia, in Emilia-Romagna. Per via della sua notevole estensione amministrativa, detiene il primato di terzo territorio comunale più grande dell'intera provincia, superato soltanto da Ventasso e dal capoluogo Reggio nell'Emilia. La fama di questa località è storicamente legata alla maestosa Rocca di Minozzo, la cui edificazione originaria deriverebbe dal passaggio di un'importantissima e antica via di comunicazione diretta verso la Garfagnana. Questo percorso, che utilizzava il valico del passo di Pradarena, ricalcava probabilmente una preesistente strada romana tracciata tra Parma e Lucca. L'importanza strategica ed economica di questa direttrice in epoca medievale è ampiamente testimoniata dalla ricca presenza di rocche, castelli e antichi punti di sosta, come l'antico ospitale che sorgeva lungo il fiume Secchia, precisamente tra le valli dei torrenti Secchiello e Luccola. Il passaggio di civiltà ancora più antiche è invece confermato dal ritrovamento, nella località di Gatta-San Bartolomeo, di alcune tombe romane che gli archeologi interpretano come chiaro indizio dell'esistenza di un piccolo insediamento stanziale. Dalla strada principale si staccava inoltre un secondo tracciato che saliva sul monte Prampa per poi ridiscendere verso le località di Montecagno, Casalino e Piolo, dove infine si ricongiungeva con la via per Ligonchio.
L'intero sistema difensivo di Villa Minozzo ha ricoperto un ruolo cruciale nella storia d'Italia, trovandosi proprio sul confine naturale costituito dal fiume Secchia, che separava i territori bizantini dell'esarcato di Ravenna da quelli longobardi. Nella prima metà del VII secolo, con la caduta del Castrum Bismanto, una parte dell'alto e medio Appennino Reggiano passò sotto il controllo dei Longobardi, mentre i territori di Toano, Villa Minozzo e Ligonchio rimasero saldamente in mano bizantina fino al 728. Tutta quest'area, insieme all'antica via romana detta Bibulca o via Imperiale che collegava i possedimenti bizantini del modenese con la Garfagnana, era protetta dal leggendario Castrum Verabulum, una fortificazione che gli storici identificano con San Vitale dei Carpineti o con un'antica località nei pressi dell'odierna Crespellano, nel bolognese. Si trattava di un'opera ingegneristica imponente, caratterizzata da mura difensive alte tra i 20 e i 30 metri e protetta alle spalle dal profilo del monte Prampa. A completare questo formidabile scudo militare si aggiungevano due torri di guardia rivolte in direzione della Pietra di Bismantova, tuttora visibili nelle località di Castellino e di Triglia, insieme ad altri due torrioni situati a Sologno e Carniana. Tracce di altri antichi castelli di epoca incerta sono visibili anche a Piolo e a Toano, che conserva inoltre una splendida chiesa romanica di epoca successiva, mentre un'ulteriore fortificazione di epoca longobarda sorgeva sul torrente Dolo, nei pressi della località di Quara.

Voto alla città:6
Anno della foto:2010

Pietrelcina (Italia)

 


Se stai cercando un luogo di profonda spiritualità e pace interiore, dove il tempo sembra essersi fermato, devi assolutamente pianificare un viaggio in questo celebre borgo campano. Pietrelcina è un comune italiano di 3 027 abitanti situato nella provincia di Benevento, in Campania. La fama internazionale di questo borgo è indissolubilmente legata a un evento storico straordinario: proprio qui, nel 1887, nacque Padre Pio, uno dei santi più venerati dell'epoca moderna.
Il cuore del pellegrinaggio e dell'interesse culturale si concentra nella sua casa natale, situata al numero civico 27 di vico Storto Valle. Questa abitazione non è costituita da un'unica unità immobiliare, ma si compone di più vani indipendenti che si affacciano tutti sulla medesima e caratteristica via. All'interno della camera da letto dei genitori nacque il piccolo Francesco Forgione, alle ore 17 del 25 maggio 1887, poco dopo che la madre era rientrata dal lavoro nei campi dove aveva aiutato il marito Grazio. Una curiosità architettonica di questa stanza è la presenza nel pavimento di una botola che conduceva direttamente al magazzino sottostante, il luogo in cui riposava l'asino che il padre del santo utilizzava quotidianamente per recarsi a lavorare la terra.
Spostandosi al numero civico 28 della stessa via si incontrano altri due ambienti carichi di atmosfera: la cucina originaria, che conserva ancora il focolare e gli arredi dell'epoca, e la camera da letto dei figli, successivamente trasformata in una sala da pranzo. Secondo la tradizione e la devozione dei fedeli, fu proprio in questa stanza che Padre Pio visse le sue prime ed intense esperienze soprannaturali. Nella medesima camera il futuro santo era solito dormire direttamente per terra, rinunciando al letto e utilizzando una semplice pietra come cuscino in segno di penitenza. Un'altra tappa fondamentale per i visitatori è la casa di Michele, il fratello primogenito di Padre Pio, una dimora storica dove il santo abitò stabilmente tra il 1912 e il 1916.

Voto alla città:7
Anno della foto:2010

Agira (Italia)


 

Se stai cercando una destinazione ricca di fascino e di misteri storici nel cuore profondo della Sicilia, questo borgo millenario saprà regalarti emozioni uniche. Agira è un comune italiano di 8 108 abitanti situato nel libero consorzio comunale di Enna. La cittadina vanta origini antichissime e sorge sul sito della gloriosa colonia greca di Agyrion, divenuta poi Agyrium sotto il dominio dei Romani. Oltre a essere celebre per le sue splendide architetture religiose, per i resti del suo castello medievale e per il suggestivo cimitero militare canadese, Agira è famosa in tutto il mondo soprattutto perché custodisce l'Aron più antico d'Europa di cui oggi si abbia notizia.
Secondo i dettagliati studi condotti dall'expert Nicolò Bucaria, questa straordinaria testimonianza della cultura ebraica si trova oggi protetta e conservata all'interno della chiesa del Santissimo Salvatore. In origine la struttura era collocata nella sinagoga di via Santa Croce, situata nel cuore del quartiere arabo di Agira, un edificio che venne successivamente trasformato nell'Oratorio della Chiesa di Santa Croce dopo la drammatica cacciata degli ebrei dall'isola. Per secoli questo reperto è stato considerato in modo distratto come il semplice resto di un portale in pietra, fino a quando, nel 1996, sulla rivista della Facoltà Teologica di Sicilia venne pubblicato un fondamentale articolo a firma di Benedetto Rocco. Lo studioso riconobbe ufficialmente la vera natura dell'opera identificandola come un Aron, ovvero l'arca sacra per la custodia dei rotoli della Torah, e riuscì a decifrare l'antica iscrizione in ebraico che recita Casa di Giacobbe, venite camminiamo alla luce.
Attraverso questa particolare iscrizione, la comunità ebraica locale aveva voluto tramandare l'esatto anno di costruzione del monumento: apponendo specifici segni grafici sulle ultime lettere, i lapicidi avevano infatti attribuito loro un preciso valore numerico secondo la tradizione della ghematria. Il numero finale così decifrato corrisponde all'anno 5214 dalla creazione del mondo, che nel calendario giuliano coincide esattamente con l'anno 1454. Un contributo fondamentale alla valorizzazione del reperto venne dato anche da Filippo Maria Provitina, il quale, prima ancora di sottoporre l'opera alla datazione esatta di Monsignor Rocco, era stato il primo studioso in assoluto a intuire l'importanza del manufatto definendolo correttamente come un altare e respingendo la vecchia classificazione di semplice portale.

Voto alla città:6
Anno della foto:2010

Sperlinga (Italia)

 


Se stai cercando un viaggio che ti porti letteralmente dentro la roccia, in un borgo millenario dove la pietra racconta storie di resistenza e nobiltà, questa meta siciliana è il posto perfetto per te. Sperlinga è un affascinante comune italiano di 716 abitanti situato nel libero consorzio comunale di Enna, in Sicilia. Questo straordinario borgo, caratterizzato da un'atmosfera d'altri tempi, fa meritatamente parte del prestigioso circuito dei borghi più belli d'Italia. La principale attrazione del luogo è il maestoso castello di Sperlinga, un rarissimo e spettacolare esempio di castello rupestre. La struttura è in parte interamente scavata nella viva roccia, con ambienti che risalgono probabilmente a un periodo anteriore ai Siculi pre-greci, tra il dodicesimo e l'ottavo secolo avanti Cristo, e in parte edificata sulla roccia stessa intorno all'anno 1080. Nel corso dei secoli questa imponente fortezza è stata la prestigiosa sede di importanti casate nobiliari, a partire dai conti Ventimiglia del castello Maniaci fino al 1597, per poi passare ai principi di Sperlinga Natoli tra il 1598 e il 1658, e successivamente ai duchi di Sperlinga Oneto dal 1658 al 1861. L'ultimo duca concesse la proprietà in enfiteusi al barone Nunzio Nicosia, i cui generosi discendenti decisero infine di donare l'intero castello al comune di Sperlinga nel 1973.
Il castello è famoso in tutto il mondo anche per una celebre e misteriosa iscrizione in latino, scolpita in epoca postuma sull'arco a sesto acuto situato nell'androne d'ingresso per volontà del principe Giovanni Natoli. La frase recita testualmente Quod Siculis placuit sola Sperlinga negavit, che tradotto significa ciò che piacque ai Siciliani, solo Sperlinga lo negò. Questa storica scritta fa un chiaro e diretto riferimento alle epiche vicende dei Vespri Siciliani del 1282, quando l'intera isola insorse contro il dominio francese. In quell'occasione, una guarnigione di soldati angioini trovò rifugio e protezione proprio all'interno delle inespugnabili stanze scavate nel castello di Sperlinga, riuscendo a resistere all'assedio delle forze siciliane per oltre un anno.

Voto alla città:7
Anno della foto:2010

Petralia Soprana (Italia)

 


Se stai cercando un luogo dove l'aria fresca di montagna incontra il fascino senza tempo della pietra antica, questo gioiello arroccato sulle alture siciliane è la meta ideale per il tuo prossimo viaggio. Petralia Soprana è un affascinante comune italiano di 3 153 abitanti situato nella città metropolitana di Palermo, in Sicilia. Inserito nello splendido scenario naturalistico del Parco delle Madonie, detiene l'orgoglioso primato di comune più alto dell'intero comprensorio montano. La straordinaria bellezza e la perfetta conservazione del suo tessuto urbano hanno permesso alla cittadina di entrare a far parte del prestigioso circuito dei borghi più belli d'Italia e di ricevere il celebre riconoscimento nazionale di Borgo dei borghi 2018.
L'intero centro storico è rinomato a livello turistico e culturale soprattutto per il suo ricco patrimonio di architetture religiose, che si aprono tra vicoli caratteristici e piazze d'altri tempi. Tra gli edifici sacri più importanti spicca senza dubbio la maestosa Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, un tempio di grande valore artistico che rappresenta il cuore spirituale della comunità. Altrettanto celebre e suggestiva è la Chiesa di Santa Maria di Loreto, una struttura monumentale che incanta i visitatori per le sue forme eleganti e per la straordinaria posizione panoramica, da cui è possibile ammirare una vista mozzafiato che spazia dalle vette delle Madonie fino al profilo dell'Etna in lontananza.

Voto alla città:6
Anno della foto:2010

Geraci Siculo (Italia)

 


Se stai cercando un luogo dove le antiche tradizioni cavalleresche e la maestosità della pietra medievale si fondono nel cuore della natura montana, questo borgo siciliano saprà regalarti un viaggio indimenticabile nel tempo. Geraci Siculo è un comune italiano di 1 778 abitanti della città metropolitana di Palermo, in Sicilia. Inserito nello splendido scenario del Parco delle Madonie, il paese fa meritatamente parte del prestigioso club de I borghi più belli d'Italia. La cittadina conserva un impianto urbanistico tipicamente medievale e ha alle spalle una storia ricca di eventi cruciali, come la cruenta battaglia che vi si combatté nel 1338 fra le truppe di Pietro II di Sicilia e quelle di Francesco I Ventimiglia. Sebbene l'economia locale sia storicamente dedita all'agricoltura e alla pastorizia, oggi la principale attività economica risiede nel moderno stabilimento per la raccolta e l'imbottigliamento dell'acqua minerale, che proviene direttamente dalle purissime fonti delle montagne geracesi. Il borgo ha dato inoltre i natali al celebre matematico Giacomo Albanese.
Il monumento più iconico del territorio è rappresentato dagli antichi resti del Maniero dei Ventimiglia. Si presume che questa struttura sia stata originariamente costruita in età bizantina, per poi essere trasformata dai Normanni e diventare, sotto gli Aragonesi e i Ventimiglia, una vera e propria fortezza militare inespugnabile, tanto da costituire la prima difesa occidentale della vasta Contea. La sua eccezionale inaccessibilità era dovuta alla posizione arroccata e a una rigida distribuzione interna degli spazi, pensata esclusivamente per scopi militari e per resistere a lunghissimi assedi. Nel sottosuolo erano collocate le prigioni, gli spazi per le provviste e le grandi cisterne per l'acqua; il pian terreno ospitava le scuderie, le cucine, le sale d'armi e le feritoie per i tiratori, mentre il piano superiore era l'unico ambiente adibito a residenza per la famiglia del conte. A questo periodo risale anche la chiusura del perimetro urbano tramite grandi porte di cui oggi si possono intravedere i segni. Del castello oggi sopravvivono suggestivi ruderi come gli angoli mozzati delle torri, le feritoie, le cisterne vuote e la splendida chiesetta di Sant'Anna, rimasta miracolosamente integra in mezzo alle rovine.
Geraci Siculo è altrettanto celebre per il suo patrimonio di architetture religiose, tra le quali spicca la chiesa di San Giacomo, situata proprio nei pressi del castello. L'edificio è composto da una navata centrale e due ampie cappelle laterali. Durante importanti lavori di restauro condotti nel 1984, sono state rinvenute varie sovrapposizioni architettoniche e, su un pilastro, è venuto alla luce un affresco bizantineggiante del XIV secolo che raffigura un Santo benedicente. La chiesa custodisce preziose opere d'arte tra cui una statua lignea settecentesca di San Giacomo attribuita a Filippo Quattrocchi, una tela del 1657 di Giuseppe Tomasi raffigurante l'Immacolata tra i Santi Giacomo e Chiara, e una Conversione di San Paolo attribuita al pittore madonita De Galbo. Di eccezionale valore è anche un Crocefisso ligneo trecentesco, raro esemplare in Sicilia legato alla corrente artistica nordica del gotico doloroso. Questa ricchezza culturale si riflette nelle vive tradizioni del borgo, tra cui la festa del ringraziamento dedicata ai Santi Bartolo e Giacomo, la festa del Crocifisso e la spettacolare Giostra dei Ventimiglia, un torneo cavalleresco in costume d'epoca che ogni anno rievoca i fasti del passato.

Voto alla città:6
Anno della foto:2010

Caltagirone (Italia)

 


Se stai cercando una destinazione dove l'arte della terra cotta si sposa con una struttura urbana millenaria e affascinante, questa città della Sicilia orientale saprà regalarti un'esperienza indimenticabile. Caltagirone è un importante comune italiano di 37 332 abitanti situato nella città metropolitana di Catania, nel cuore del comprensorio del Calatino. Storicamente inserito nella rinomata Val di Noto e sede vescovile a partire dal 1816, questo rilevante centro agricolo è celebre in tutto il mondo per la sua secolare e pregiata produzione della ceramica, un'arte tradizionale che decora ogni angolo dell'abitato. La straordinaria ricchezza monumentale e la perfetta conservazione del suo tessuto urbano hanno fatto sì che il suo splendido centro storico venisse insignito nel 2002 del prestigioso titolo di Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.
Oltre che per i suoi rilevanti siti archeologici e per le sue pregevoli architetture civili e religiose, la città è famosa per i caratteristici carruggi, ovvero una fitta rete di strade, larghi, vicoli e ronchi che compongono il cuore antico dell'abitato. Questi passaggi, datati presumibilmente all'undicesimo secolo, presentano una forte somiglianza con le kasbah arabe, ma il loro termine deriva in realtà dal ligure caroggio. La loro costruzione viene infatti attribuita ai coloni provenienti dalla Liguria che si stanziarono in questa zona e che molto probabilmente progettarono queste vie con una precisa finalità difensiva, in un'epoca storica segnata dai continui e violenti scontri tra i Normanni e i Saraceni. I carruggi si distinguono per le loro proporzioni estremamente anguste, specialmente in larghezza, una caratteristica che li rende spesso di difficile transito ma che al contempo ne definisce l'aspetto più tipico e pittoresco. Oggi, mentre alcune di queste caratteristiche vie in basolato o a scale sono esclusivamente pedonali, altre sono state aperte alla circolazione dei veicoli, anche sotto forma di zone a traffico limitato.

Voto alla città:8
Anno della foto:2010