Porto Venere (Italia)



Se stai cercando un luogo magico dove la bellezza selvaggia della natura si fonde con una storia antica e un fascino senza tempo, Porto Venere è la destinazione perfetta per il tuo prossimo viaggio. Questo suggestivo borgo marinaro della Liguria, situato in provincia della Spezia, conta circa 3.539 abitanti e detiene il primato di comune più piccolo della provincia spezzina per estensione territoriale urbana. Sul suo nome esiste una curiosa particolarità amministrativa: sebbene la variante attaccata Portovenere sia quella più conosciuta a livello internazionale e venga utilizzata ufficialmente dall'ISTAT nei suoi censimenti, lo statuto comunale impone per ragioni storiche la forma staccata Porto Venere in tutti gli atti e documenti ufficiali.
Questo gioiello costiero gode di una fama planetaria immensa, tanto che nel 1997 è stato inserito dall'UNESCO tra i patrimoni dell'umanità insieme alle vicine Cinque Terre e alle tre splendide isole che gli sorgono di fronte: Palmaria, Tino e Tinetto. Il paese è celebre in tutto il mondo per la ricchezza delle sue architetture religiose, civili e militari che si specchiano direttamente sul mare, oltre che per l'importante patrimonio archeologico rappresentato dalla magnifica Villa romana del Varignano.
Ciò che rende Porto Venere davvero indimenticabile è però il suo incredibile patrimonio naturale, costellato di anfratti marini leggendari e pareti rocciose mozzafiato. Tra i luoghi più celebri del territorio si contano la cavità dei Colombi, la parete del Tino, la secca di Dante e le suggestive cale Piccola e Grande, oltre alla famosa Grotta Azzurra, una cavità semi sommersa dai riflessi incantevoli. Ma il vero simbolo naturalistico del borgo è la Grotta Byron, situata nella cala dell'Arpaia, proprio presso lo sperone di roccia che si trova sotto l'iconica chiesa di San Pietro e l'antica postazione difensiva. Questa spettacolare cavità marina, che ha una profondità variabile dai cinque ai venti metri lungo il suo fianco, deve il suo nome al celebre poeta inglese George Gordon Byron, che amava frequentare questo luogo per trarre la giusta ispirazione e meditare per la stesura delle sue straordinarie opere letterarie.
Voto alla città:8
Anno della foto:2018

Verona (Italia)



Se stai cercando una città dove la leggenda romantica di Romeo e Giulietta incontra duemila anni di storia ininterrotta e meraviglie artistiche mozzafiato, Verona saprà conquistarti al primo sguardo. Questo splendido comune di oltre 258.000 abitanti è il fiero capoluogo dell'omonima provincia situata in Veneto. Per popolazione rappresenta la seconda città della regione dopo il capoluogo, Venezia, e la dodicesima a livello nazionale. Per la sua straordinaria arte, la ricchezza architettonica e la sua struttura urbana, che la rende un eccellente esempio di città fortificata, Verona è stata dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.
Lo sviluppo urbano della città è complesso e affascinante, scandito da due cinte murarie che separano la parte romana da quella moderna (fino alla seconda metà dell'Ottocento). Da un lato si trovano le storiche mura romane che racchiudono il cuore antico tra porta Borsari, porta Leoni e le mura di Gallieno; dall'altro la cosiddetta circonvallazione interna, arricchita da fortilizi rinascimentali completati in seguito sotto la dominazione austriaca. La città visse un'epoca d'oro tra i secoli XIII e XVI sotto il governo della famiglia Della Scala e, successivamente, tra l'inizio del Quattrocento e la fine del Settecento sotto la Repubblica Veneta.
Nella Verona antica è particolarmente evidente l'opera restauratrice di Cangrande della Scala. La politica scaligera scelse un ritorno ideale ai fasti imperiali creando una nuova urbs marmorea: il forte impatto visivo del rosso dei mattoni degli splendidi palazzi gotici fu sapientemente temperato dall'uso dell'antico marmo bianco romano. Questa splendida armonia rifulge ancora oggi nel bianco lastricato di piazza delle Erbe, l'antico foro romano, al centro della quale spicca la luminosa fontana di Madonna Verona, realizzata unendo parti provenienti dalle antiche terme romane. Nei sotterranei di numerosi edifici della piazza si possono ancora intercettare i tracciati di strade, fognature e resti di case e di una basilica romana. Altri resti del complesso del Capitolium sono visibili nell'adiacente Corte Sgarzerie, in parte fruibili lungo il percorso del museo sotterraneo del Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri, nato negli anni settanta per dare un assetto definitivo ai resti archeologici sotto il palazzo del Tribunale.
I monumenti di epoca romana sorsero tutti dopo il I secolo a.C., in seguito alla ricostruzione della città all'interno dell'ansa del fiume Adige. Il simbolo indiscutibile di Verona è l'Arena, il terzo anfiteatro romano in Italia per dimensione dopo il Colosseo e l'anfiteatro capuano. È il meglio conservato in assoluto e ospita ogni anno il celebre festival lirico areniano e prestigiosi concerti. L'Arena deve la sua suggestiva forma attuale, caratterizzata dalla famosa "ala", a un devastante terremoto avvenuto il 3 gennaio 1117 (con successive repliche nel 1183) che distrusse gran parte dell'anello esterno e moltissimi palazzi medievali, lasciando spazio alla grande ricostruzione in stile romanico.
Tra gli altri tesori romani spicca il teatro romano del I secolo a.C., tornato alla luce solo nel 1834 dopo l'abbattimento degli edifici che lo ricoprivano, che oggi ospita la rassegna dell'estate teatrale veronese. Del I secolo d.C. sono invece le due storiche porte cittadine: porta Borsari, di cui si conserva l'intera facciata e vicino alla quale sorgeva il tempio di Giove Lustrale, e porta Leoni, di cui resta metà della facciata interna. Poco fuori dalla cinta romana sorge l'Arco dei Gavi, arco monumentale sulla via Postumia dedicato alla gens Gavia. L'unico ponte romano interamente visibile è invece il pittoresco ponte Pietra, caratterizzato dall'uso di diversi materiali e sorretto da cinque archi. Quattro di essi furono fatti saltare nel 1945 dai tedeschi in ritirata e poi fedelmente ricostruiti con le pietre recuperate dall'Adige; del vicino ponte Postumio, crollato nel 1153, si possono invece scorgere le basi dei piloni solo durante le secche del fiume.
La ricostruzione post-terremoto del XII secolo diede vita a straordinari edifici di culto. Il più celebre è la basilica di San Zeno, capolavoro del romanico italiano legato a un'antica abbazia di cui restano la torre e i chiostri. Altrettanto importante è il Duomo (cattedrale di Santa Maria Matricolare), sorto sulle ceneri di due chiese paleocristiane crollate nel 1117.
Il periodo scaligero rinnovò profondamente l'urbanistica con edifici tuttora visibili in piazza Erbe, piazza dei Signori e piazza San Zeno. Tra questi c'è il palazzo del Podestà, abitato da Alberto I della Scala, che ospitò uomini illustri come Dante e Giotto (il quale realizzò dei ritratti di Cangrande I andati purtroppo perduti). Un altro imponente edificio-fortezza è il palazzo di Cansignorio (detto Palazzo Grande), terminato nel 1363 e munito in origine di tre torri d'angolo, di cui oggi ne resta una risistemata nel 1882. Di committenza scaligera è anche la torre del Gardello, dotata del primo orologio meccanico cittadino.
Il vero fulcro del sistema difensivo degli Scaligeri era però Castelvecchio, fatto costruire da Cangrande II della Scala tra il 1354 e il 1376 insieme al maestoso ponte scaligero. La fortezza nacque in realtà per difendere il signore dai cittadini stessi: il ponte fortificato, costruito tra il 1354 e il 1356, serviva a facilitare una fuga rapida verso la Germania, dove regnava il genero di Cangrande II. La sua eccezionale robustezza, dovuta ad archi e piloni calibrati sulla diversa forza d'urto dell'Adige, gli permise di superare cinque secoli di storia fino alla notte del 24 aprile 1945, quando i tedeschi lo fecero saltare insieme agli altri ponti cittadini prima della ritirata (venne poi ricostruito). Oggi Castelvecchio ospita il Museo Civico, uno dei più importanti di Verona, che espone in ventinove sale restaurate sculture, dipinti italiani e stranieri, armi antiche, ceramiche, oreficerie e le antiche campane della città.
Voto alla città:8
Anno della foto:2017

Mantova (Italia)




Se stai cercando una destinazione dove l'arte rinascimentale, l'innovazione digitale e un'altissima qualità della vita si fondono in un'atmosfera da favola, Mantova è la meta ideale per il tuo prossimo viaggio. Questo splendido capoluogo di provincia della Lombardia conta quasi 50.000 abitanti (che superano i 107.000 considerando l'intera area urbana) ed è universalmente riconosciuto come uno dei tesori più preziosi del nostro patrimonio culturale. Dal luglio 2008, Mantova è stata inserita nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO insieme alla vicina Sabbioneta, poiché entrambe le località sono indissolubilmente legate all'eredità dei Gonzaga, la celebre dinastia che le trasformò in due tra i principali centri del Rinascimento italiano ed europeo.
I riconoscimenti per questa città-museo sono straordinari: nel 2016 il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo l'ha insignita del prestigioso titolo di capitale italiana della cultura. L'anno successivo, nel 2017, Mantova e la sua provincia sono entrate a far parte della Regione Europea della Gastronomia - Lombardia Orientale insieme a Bergamo, Brescia e Cremona, mentre nel 2019 è stata nominata città europea dello sport. Ma Mantova è anche un'eccellenza proiettata nel futuro: si tratta infatti dell'unica città al mondo presente sulla piattaforma Google Arts & Culture come un vero e proprio museo urbano diffuso, con oltre 1.000 opere digitalizzate e ben 40 mostre virtuali allestite in 8 differenti musei virtuali. A coronare questa perfetta armonia tra passato e modernità è il rapporto di Legambiente "Ecosistema Urbano 2017", che ha classificato Mantova al primo posto assoluto tra le migliori città italiane per qualità dell'ambiente e della vita.
Esplorare Mantova significa immergersi in un tessuto urbano di inestimabile valore storico. La città è straordinariamente ricca di architetture religiose, civili e militari, tra cui spiccano magnifici palazzi, torri imponenti, teatri storici, ponti e porte fortificate. Ogni piazza, via e museo del centro storico rappresenta un tassello di un racconto artistico unico al mondo, capace di lasciare a bocca aperta chiunque decida di perdersi tra le sus strade.
Voto alla città:8
Anno della foto:2017

Cagliari (Italia)



Se stai cercando una destinazione dove il fascino di una storia plurimillenaria si unisce alla bellezza selvaggia di spiagge infinite e lagune protette, Cagliari è la città che fa al caso tuo. Questo splendido comune di 154.052 abitanti, ventiseiesimo in Italia per popolazione, è il fiero capoluogo della regione autonoma della Sardegna, mentre la sua dinamica città metropolitana supera i 431.000 residenti. Sede universitaria e arcivescovile, Cagliari rappresenta da sempre il cuore amministrativo dell'isola: nota anticamente come Caralis, fu il capoluogo della provincia romana di Sardinia et Corsica e, successivamente, la capitale del Regno di Sardegna dal 1324 al 1720, e ancora dal 1798 al 1814. Oggi la città vanta anche un porto di rilievo internazionale, fondamentale per il commercio, l'industria e il turismo passeggeri.
Il lungo susseguirsi di dominazioni e influenze esterne ha regalato a Cagliari un patrimonio culturale e architettonico immenso. Le tracce delle epoche più antiche riemergono maestose nel tessuto urbano, come dimostrano l'affascinante necropoli punica di Tuvixeddu e l'imponente Anfiteatro romano, risalente al II secolo. Il vero cuore medievale batte invece a Castello, il suggestivo quartiere fortificato che fino alla seconda guerra mondiale è stato la residenza esclusiva della nobiltà. Ai suoi piedi si snodano gli altri tre storici rioni, ognuno custode di un'antica identità sociale: Stampace, un tempo popolato da borghesi e mercanti; Marina, il vivace quartiere di pescatori e marinai; e Villanova, dove storicamente risiedevano pastori e contadini.
La natura circostante non è da meno e stringe la città in un abbraccio unico. A ovest la Laguna di Santa Gilla (con i suoi 3.000 ettari di superficie) e a est lo Stagno di Molentargius (esteso per 17,6 km²) formano due eccezionali zone umide protette dalle leggi regionali ed europee. Questi ecosistemi ospitano spettacolari colonie di fenicotteri che vi nidificano stabilmente, ricreando un panorama che ricorda molto la Camargue francese. Mentre per lo specchio d'acqua del Molentargius è attivo un virtuoso piano di rivalutazione ambientale e apertura al pubblico, Santa Gilla soffre ancora in alcuni punti di una situazione di degrado, legata anche all'interramento parziale avvenuto nel 1980 per la nascita del Porto Canale. Per chi ama il mare, la città regala infine il Poetto (Su Poettu in sardo), la principale spiaggia cittadina che si distende per ben otto chilometri dalla suggestiva Sella del Diavolo fino al litorale di Quartu Sant'Elena, affiancata dalla più intima e frequentata spiaggetta di Calamosca, riparata nel tratto di mare tra Capo Sant'Elia e il Poetto stesso.
Voto alla città:8
Anno della foto:2010

San Giorgio Di Mantova (Italia)



Se stai cercando un luogo dove le vicende della grande storia si intrecciano con il mito dell'opera lirica, San Giorgio di Mantova è una tappa che non può mancare nel tuo itinerario lombardo. Questo ex comune della provincia di Mantova, che contava poco meno di 7.000 abitanti, ha vissuto di recente importanti riassetti amministrativi: dal marzo del 2016 ha fatto parte dell'Unione comuni Lombarda San Giorgio e Bigarello, per poi cambiare ufficialmente volto dopo il referendum del 9 settembre 2018, che ha portato allo scioglimento dell'unione e all'incorporazione del comune di Bigarello all'interno di San Giorgio, con un contestuale mutamento della denominazione.
La storia profonda di questo territorio è legata a doppio filo alla vicina città virgiliana. In passato, il nome di San Giorgio identificava un antico borgo medievale a ridosso di Mantova che oggi purtroppo non esiste più, in quanto venne completamente raso al suolo in epoca napoleonica per fare spazio alle nuove fortificazioni militari difensive della città. Di quell'antico nucleo è sopravvissuto un solo, leggendario edificio: il cosiddetto "Ostello di Sparafucile". Questa struttura deve la sua incredibile fama al celebre sicario del Rigoletto, una delle opere liriche più amate e conosciute al mondo firmata da Giuseppe Verdi; secondo la trama, fu proprio in questo luogo che il killer uccise erroneamente la giovane Gilda al posto del Duca di Mantova.
Il territorio comunale, che assunse la sua denominazione definitiva e attuale nel 1867, ha continuato a modificarsi nel corso del tempo. Nell'immediato dopoguerra, infatti, ha subito ulteriori variazioni di confine cedendo direttamente al municipio di Mantova le importanti frazioni di Virgiliana, Frassino, Castelletto Borgo e Lunetta. Oggi questa terra si presenta come un affascinante scrigno di memorie storiche e suggestioni teatrali tutte da scoprire.
Voto alla città:5
Anno della foto:2017