Ialiso (Grecia)



Se stai cercando una destinazione dove la bellezza del mare della Grecia si fonde con le tracce leggendarie della civiltà micenea e dorica, Ialiso è la meta che devi assolutamente inserire nel tuo prossimo viaggio a Rodi. Questo affascinante distretto dell'Egeo Meridionale, un tempo comune autonomo e oggi integrato nella municipalità principale dell'isola, custodisce un passato millenario che riemerge tra villaggi moderni e colline sacre.
Il cuore della storia antica batte nel moderno villaggio di Trianda, dove sorgeva l'originaria città di Ialiso, famosa per essere stata una delle tre storiche città doriche di Rodi e parte della celebre esapoli dorica. La colonizzazione in questa zona è antichissima: gli scavi hanno riportato alla luce necropoli con tombe a camera risalenti all'epoca micenea. Gli artigiani locali erano talmente rinomati nel mondo antico che a loro viene attribuita una specifica classe di vasi dipinti in stile orientalizzante, decorati con splendide figure di animali.
Il vero gioiello di questa località si trova sulla spianata del monte Fileremo, dove sorgeva l'antica acropoli. Qui potrai ammirare il monumento più interessante del sito: una straordinaria fontana monumentale rettangolare del IV secolo a.C. Questa imponente opera ingegneristica si appoggia direttamente alla parete rocciosa del monte e l'acqua scorreva originariamente attraverso due bocche a forma di testa di leone. Rimasta sepolta per secoli a causa di una frana, è stata riportata alla luce nel 1923, svelando la sua splendida facciata formata da un portico con sei colonne doriche. Spostandoti a sud-ovest del monte, potrai inoltre scorgere i resti della cavea di un antico teatro e i resti di un tempietto dorico, entrambi edifici del V-IV secolo a.C. che i cittadini avevano dedicato al culto di Apollo.
Ialiso è la sintesi perfetta del viaggio in terra ellenica, capace di regalare l'emozione di camminare tra i miti del passato a pochi passi dalle acque cristalline dell'isola di Rodi.
Voto alla città:7
Anno della foto:2018

Stazzema (Italia)



Se stai cercando una destinazione dove la natura selvaggia della montagna si unisce a una storia mineraria antichissima, Stazzema è la meta toscana perfetta per il tuo prossimo viaggio. Questo affascinante comune sparso della provincia di Lucca, che ha la sua sede nella frazione di Pontestazzemese, è l'unico territorio dell'Alta Versilia a essere completamente montano, offrendo un rifugio ideale per chi vuole allontanarsi dal caos della costa.
Il borgo è composto da diciassette frazioni montane, tra cui Terrinca, la più popolosa, e si estende interamente tra i profili spettacolari delle Alpi Apuane. Il paesaggio spazia dalle zone collinari fino agli oltre 1.800 metri del Monte Pania della Croce, la cima più alta del territorio. Proprio per via della sua natura scoscesa, selvaggia e dominata da fitti boschi e vette rocciose come la Pania e il Corchia, qui non troverai grandi campi coltivati, ma solo piccoli orti a conduzione familiare e, nella zona di Arni - Campagrina, gli antichi pascoli d'alpeggio. Questo ambiente incontaminato è anche ricchissimo d'acqua: dalle montagne nascono sorgenti e ruscelli che confluiscono tutti nel torrente Vezza, che ha origine nello storico paese di Mulina. Inoltre, gli amanti della scienza e della meteorologia troveranno interessante sapere che nella frazione di Palagnana si trova la stazione termopluviometrica più antica delle Alpi Apuane, fondata nel lontano 1876.
Ma Stazzema custodisce un legame millenario anche con il sottosuolo, testimoniato da una toponomastica legata a doppio filo all'estrazione dei metalli. Il paese di Gallena, ad esempio, deve il suo nome alla galena argentifera estratta in passato. Ci sono poi ben due località che portano il nome di Argentiera (una a Sant'Anna e una vicino a Ruosina), mentre nelle aree di Calcaferro e Buca della Vena un tempo si estraeva il minerale di ferro. Esplorare questi luoghi significa fare un viaggio a ritroso nel tempo, tra le antiche fatiche dei minatori e la maestosa bellezza della natura apuana.
Voto alla città:7
Anno della foto:2018

Lindo (Grecia)




Se stai cercando un luogo dove il mito omerico incontra un mare da favola e fortezze medievali sospese nel cielo, Lindo è la destinazione che lascerà un segno indelebile nel tuo prossimo viaggio a Rodi. Questo antico comune dell'Egeo Meridionale, oggi parte della municipalità di Rodi, sorge esattamente nello stesso sito della sua antenata classica: una gloriosa città dorica che fu membro fondatore dell'esapoli dorica e la cui potenza era tale che i suoi stessi abitanti fondarono la città di Gela in Sicilia nel 688 a.C.
Il monumento simbolo che domina l'intero villaggio è la sua spettacolare Acropoli, arroccata su una rupe a precipizio sul mare alta 116 metri. Lassù, dove il blu dell'acqua si confonde con quello del cielo, si trovano i resti del tempio dorico di Atena Lindia risalente al IV secolo a.C., un tempo ricchissimo di statue e offerte votive di cui gli archeologi hanno ritrovato le preziose epigrafi. Sulla stessa collina sorge il maestoso Castello di Lindo, edificato sopra le antiche strutture dai Cavalieri di Rodi nel XIV secolo e successivamente restaurato durante il periodo del dominio italiano. Salendo la scala di accesso, rimarrai a bocca aperta davanti a un celebre rilievo rupestre raffigurante una nave greca: faceva da base alla statua dell'ammiraglio Agesandro ed è opera di Pitocrito, lo stesso leggendario scultore che realizzò la celeberrima Nike di Samotracia esposta al Museo del Louvre.
Esplorando l'area archeologica scoprirai che Lindo è un immenso libro di storia a cielo aperto. All'interno del cortile del castello potrai camminare tra i resti di una chiesa bizantina dedicata a San Giovanni e ammirare le colonne del III secolo a.C. che appartenevano a una monumentale stoà ellenistica. Questo modello architettonico divenne così famoso da influenzare persino l'edilizia sacra dell'Italia centrale, come dimostra lo splendido santuario di Monte Rinaldo nelle Marche. Scendendo verso il centro abitato, l'archeologia continua a sorprendere: potrai infatti scorgere le tracce di un antico teatro scavato nella roccia, i resti del tempio di Dioniso e, sulla collina di fronte all'Acropoli, il suggestivo monumento sepolcrale a cupola noto come il sepolcro di Cleobulo, risalente al 100 a.C.
Voto alla città:8
Anno della foto:2018

Camiro (Grecia)



Se stai cercando un luogo dove l'archeologia non è solo un insieme di monumenti isolati, ma il racconto vivo e pulsante di un'antica comunità, Camiro è la tappa che lascerà un segno indelebile nel tuo viaggio a Rodi. Questo affascinante ex comune dell'Egeo Meridionale, dolcemente adagiato su una penisola lungo la costa nord-occidentale dell'isola, era in passato il cuore agricolo del territorio. Insieme a Lindo e Ialiso, formava la gloriosa triade delle Città-Stato dell'isola, un sodalizio così potente da entrare a far parte della celebre esapoli dorica nel VI secolo a.C.
A differenza di altri siti classici, Camiro colpisce per la sua straordinaria atmosfera: camminando tra le sue rovine si ha l'impressione di esplorare una sorta di Pompei dell'Egeo, dove il tempo si è fermato. Sebbene l'area fosse abitata fin dalla preistoria dagli Achei, furono i Dori a fondare il primo vero insediamento sulla collina, ponendo le fondamenta di un tempio già nell'VIII secolo a.C. Quella che ammiriamo oggi, tuttavia, è la splendida veste di epoca ellenistica. La città originale venne infatti rasa al suolo da un terribile terremoto nel 226 a.C. e, dopo una faticosa ricostruzione, fu colpita una seconda volta da un altro sisma nel 142 a.C., eventi che hanno impresso nel terreno i segni di una storia tormentata e affascinante.
Il vero colpo di genio di Camiro risiede nella sua pianificazione urbanistica. La città fu interamente progettata su tre livelli distinti, seguendo il rivoluzionario sistema di Ippodamo di Mileto, che sfruttava terrazzamenti artificiali per assecondare il forte pendio della collina. Sulla sommità, nel punto più alto e panoramico, sorgeva l'Acropoli, il centro spirituale dominato dal tempio di Atena Kameiras. È proprio qui che gli antichi ingegneri realizzarono un'opera idraulica strabiliante per l'epoca: un bacino artificiale coperto da ben 600 metri cubi d'acqua, studiato per far defluire il prezioso liquido per gravità verso i pozzi delle case sottostanti, garantendo l'autonomia a circa 400 famiglie. In un secondo momento, sopra questo immenso serbatoio, fu edificata una monumentale Stoà, un porticato a due file di colonne doriche che ospitava alloggi e vivaci attività commerciali.
Scendendo lungo il crinale, ci si immerge nel cuore pulsante dell'abitato. La parte centrale della collina ospitava l'insediamento urbanistico principale, caratterizzato da una griglia geometrica di viuzze parallele che separavano ordinati blocchi di case. Infine, la parte inferiore della collina era interamente dedicata alla vita pubblica e religiosa. Qui si concentrano edifici di grandissimo fascino, come un Tempio dorico dedicato ad Apollo, la suggestiva Piazza della fontana con la vicina Agorà, e il Peribolo degli Altari, uno spazio sacro che un tempo era letteralmente ricoperto di statue, iscrizioni e doni votivi offerti dai cittadini alle divinità.
Se oggi possiamo passeggiare tra questi scorci senza tempo, lo dobbiamo in gran parte alla storia della ricerca archeologica. Dopo i primi scavi ottocenteschi guidati da Alfred Biliotti e Auguste Salzmann, fu la Scuola archeologica italiana di Atene a dare una svolta decisiva nel 1928. Durante gli anni dell'occupazione italiana, gli archeologi avviarono una monumentale campagna di scavo sistematico e di restauri conservativi che durò fino al termine della seconda guerra mondiale, regalandoci il privilegio di poter contemplare la grandezza di Camiro esattamente così come la vediamo oggi.
Voto alla città:7
Anno della foto:2018

Calchi (Grecia)



Se stai cercando un rifugio segreto dove dimenticare lo scorrere del tempo e assaporare l'essenza più autentica e incontaminata del Mar Egeo, Calchi (chiamata anche Carchi) è l'isola dei tuoi sogni. Questo minuscolo lembo di terra si trova a soli 6 chilometri dalle coste della ben più celebre isola di Rodi e fa parte dal punto di vista amministrativo della periferia dell'Egeo Meridionale. Con una superficie di appena 28 chilometri quadrati e poco più di trecento residenti stabili, questa perla del Dodecaneso detiene un primato davvero speciale: è la più piccola isola stabilmente abitata dell'intero arcipelago, il che la rende un vero e proprio paradiso per chi pratica il viaggio lento.
Nonostante le sue dimensioni ridotte, il comune comprende nel suo territorio anche alcune isole minori completamente disabitate, tra le quali spicca la suggestiva isola di Limonia. Calchi è una terra aspra e silenziosa, dove la vita scorre ancora secondo i ritmi del passato, tra barche di pescatori e case color pastello che si specchiano in acque di una trasparenza quasi irreale.
Ma l'isola non è solo natura e relax; custodisce infatti anche un'affascinante eredità storica. A testimonianza di un passato glorioso e conteso, sulla sommità del territorio svetta un maestoso castello, eretto dai mitici cavalieri dell'ordine di San Giovanni di Gerusalemme. Questa imponente fortezza medievale segna indelebilmente il passaggio dei Cavalieri di Rodi su questo scoglio nel cuore del Mediterraneo, offrendo oggi ai viaggiatori non solo un tuffo nella storia delle crociate, ma anche un punto panoramico straordinario da cui ammirare l'infinità del mare.
Voto alla città:7
Anno della foto:2018

Lipari (Italia)




Se stai cercando un viaggio straordinario dove la forza primordiale della terra incontra la bellezza del mare siciliano, Lipari è l'arcipelago che devi assolutamente inserire nella tua lista dei desideri. Questo affascinante comune della città metropolitana di Messina, in Sicilia, ha un primato unico nel suo genere: il suo territorio non si limita a una sola località, ma si estende su ben sei delle sette meravigliose Isole Eolie. Scegliere questa meta significa avere le chiavi per esplorare un intero microcosmo composto dalle isole di Lipari, Vulcano, Panarea, Stromboli, Filicudi e Alicudi (mentre solo l'isola di Salina rimane amministrativamente autonoma).
Oltre alle sue acque cristalline e alle spiagge indimenticabili, questo territorio è celebre in tutto il mondo per i suoi spettacolari fenomeni vulcanici, capaci di regalare emozioni uniche a chi ama la natura selvaggia. Le manifestazioni più evidenti e famose sono senza dubbio l'inquietante e affascinante cratere di Vulcano e l'attività incessante del cratere di Stromboli, un vero e proprio faro naturale del Mediterraneo. Ma il vulcanismo gioca un ruolo fondamentale anche nella storia dell'isola principale, Lipari, dove ha dato origine a fenomeni idrotermali di grandissima importanza fin dall'antichità, come le storiche terme di San Calogero.
A completare il fascino di questa terra sospesa tra acqua e fuoco c'è un ricco patrimonio culturale, con splendide architetture religiose che testimoniano secoli di devozione e dominazioni nel cuore del Mediterraneo. Lipari è la sintesi perfetta del viaggio d'avventura e di relax: un luogo dove puoi fare trekking sull'orlo di un cratere fumante di giorno e goderti la cucina tipica e il silenzio delle isole di sera.
Voto alla città:9
Anno della foto:2010

Rodi (Grecia)




Se stai cercando una destinazione dove l'epopea dei cavalieri medievali incontra il fascino dell'Oriente e la bellezza del Mediterraneo, Rodi è la città che ti lascerà senza fiato. Situata all'estremità settentrionale dell'omonima isola e capoluogo dell'Egeo Meridionale, questa splendida località è diventata un centro di grandissima attrazione turistica, capace di incantare viaggiatori da tutto il mondo con le sue stratificazioni storiche uniche.
Il vero tesoro della città è la sua città vecchia, un labirinto di pietra racchiuso entro una monumentale cinta muraria, dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. Queste mura di Rodi, innalzate a metà del XIV secolo e perfezionate dopo l'assedio turco del 1480, sono un autentico capolavoro di architettura militare. Passeggiando lungo il perimetro potrai ammirare le imponenti torri di avvistamento, il bastione poligonale di San Giorgio, quello circolare del Carretto e le magnifiche porte urbane. Tra queste spiccano la Porta Marina, ornata da due torri merlate sul fronte del mare, e la porta di San Atanasio, celebre perché attraverso di essa Solimano il Magnifico fece il suo ingresso trionfale in città nel 1522.
Il cuore pulsante dell'ordine cavalleresco si trovava nel Collachio, il quartiere fortificato che ospitava le rappresentanze diplomatiche e gli edifici pubblici. La strada più suggestiva in assoluto è la Via dei Cavalieri, dove un tempo sorgevano gli "Alberghi delle Lingue". Poiché all'epoca non esisteva il concetto di nazione, i Cavalieri di San Giovanni erano divisi in base alla lingua parlata; lungo questa via si susseguono in successione l'Albergo della lingua d'Italia, della Francia, della Spagna e della Provenza, strutture che fungevano anche da ricovero per i pellegrini diretti a Gerusalemme. All'inizio della via si trova l'Ospedale dei cavalieri, un imponente edificio del XV secolo oggi sede del Museo Archeologico, mentre il trecentesco Palazzo dell'Armeria ospita il Museo delle Arti Decorative.
La Via dei Cavalieri termina davanti al maestoso Palazzo del Gran Maestro, costruito nel XIV secolo. Questa grandiosa fortezza fu trasformata in galera durante il periodo ottomano e andò quasi completamente distrutta nel 1856 per l'esplosione di una polveriera. Quello che ammiriamo oggi è il frutto di una fedele ricostruzione completata nel 1940 durante gli anni del dominio italiano: l'ingresso con le sue imponenti torri è uno dei pochi elementi originali, mentre l'interno accoglie i visitatori con un grande cortile porticato e sale lussuosamente decorate. A breve distanza, a testimoniare il passaggio della storia, si erge la moschea di Rodi, costruita originariamente in onore di Solimano il Magnifico e rifatta nel 1808. La sua particolarità è l'intonaco rosa acceso che ne riveste le pareti, in netto contrasto con la grande sobrietà degli interni, un luogo che ancora oggi rappresenta il punto di riferimento per la comunità turca locale.
Voto alla città:8
Anno della foto:2018