Sestri Levante (Italia)



Se stai cercando una località dove la magia della costa ligure si unisce a una conformazione geografica unica e a un fascino storico senza tempo, la tua prossima destinazione deve essere Sestri Levante. Questo incantevole comune italiano di 18.505 abitanti, situato nella città metropolitana di Genova in Liguria, si posiziona come il quarto comune del territorio metropolitano per numero di residenti ed è una delle mete più amate dell'intera riviera.
La caratteristica che rende questo luogo assolutamente poetico è la sua stessa forma: non a caso viene definita localmente come la "città dei due mari". Il nucleo originario del centro storico sestrese sorge infatti su un promontorio roccioso che si protende verso l'acqua, rimanendo stretto e magnificamente affacciato sulle due celebri insenature cittadine: la Baia delle Favole e la Baia del Silenzio, due specchi d'acqua capaci di regalare atmosfere opposte ma ugualmente indimenticabili.
La storia di Sestri Levante affonda le radici in un passato medievale di grande importanza strategica. Nei pressi del promontorio, proprio dove oggi si estende il suggestivo parco del Grand Hotel dei Castelli, sorgeva un tempo il castello eretto dalla Repubblica di Genova nel 1145. Questa antica fortezza genovese subì varie trasformazioni nel corso dei secoli: fu in parte ricostruita nel 1440, per poi essere convertita interamente in cimitero nel corso del 1810, fino ad arrivare alla sua completa demolizione nei primi anni del XX secolo.
Sulle ceneri del passato, tra il 1925 e il 1928, l'area ha ripreso vita grazie alla costruzione dei cosiddetti "Castelli Gualino". Queste imponenti strutture vennero edificate imitando l'antico stile medievale e ad oggi sono state convertite con successo ad uso alberghiero; per facilitare gli spostamenti, la struttura è collegata direttamente con il sottostante porticciolo mediante l'ausilio di un ascensore. Scendendo invece nel cuore del centro storico cittadino, l'eleganza del passato si manifesta nei dettagli architettonici: camminando in via XXV Aprile, il caratteristico "carrugio" per i sestresi che costituisce ancora oggi l'importante asse commerciale delle attività artigianali, lo sguardo viene catturato da numerosi e storici portali d'ardesia del XIV secolo, testimoni silenziosi dell'antica nobiltà del borgo.
Voto alla città:8
Anno della foto:2012

Borgo A Mozzano (Italia)



Se stai cercando un viaggio che unisca il fascino di leggende millenarie, capolavori dell'architettura e la quiete di storici complessi religiosi immersi nella natura, la tua prossima destinazione deve essere Borgo a Mozzano. Questo suggestivo comune italiano di 6.978 abitanti, situato nella provincia di Lucca all'interno dell'incantevole cornice della Media Valle del Serchio in Toscana, sorge a un'altitudine di 97 metri sul livello del mare. Il borgo è scenograficamente attraversato dal fiume Serchio ed è posto poco dopo la confluenza con il torrente Lima, in un punto strategico della valle.
Il simbolo indiscusso e monumento più celebre del territorio è il maestoso Ponte della Maddalena, universalmente conosciuto in tutto il mondo con il nome di Ponte del Diavolo. Si tratta di un'opera architettonica imponente risalente al XII-XIII secolo, che attraversa il fiume Serchio con tre caratteristiche arcate asimmetriche. Il ponte fu fatto costruire originariamente dalla celebre contessa Matilde di Canossa e successivamente fatto restaurare dal condottiero Castruccio Castracani, mentre nei primi anni del Novecento, sulla parte destra, fu eretto un nuovo arco per consentire il passaggio della ferrovia. La struttura deve il suo nome alternativo a un'antica leggenda popolare: si racconta che il costruttore, disperato per l'impossibilità di completare l'arco maggiore, abbia chiesto aiuto al Diavolo. Quest'ultimo completò l'opera in una sola notte in cambio della prima anima che lo avesse attraversato; l'artigiano però lo ingannò facendo correre sul ponte un cane, spingendo il Diavolo a tuffarsi furioso nelle acque del fiume.
Oltre a questa celebre meraviglia ingegneristica, il centro abitato custodisce un ricco patrimonio artistico. La chiesa di San Rocco a Borgo a Mozzano sorge sul luogo del trecentesco oratorio di San Sebastiano, rinominato nel 1527 dagli abitanti di Cerreto trasferitisi a fondo valle. Ampliata tra il 1606 e il 1627 e completamente ricostruita nel 1760 insieme all'oratorio, la chiesa mostra oggi una facciata classica sobria ed elegante del 1791, impreziosita da un bassorilievo circolare in marmo raffigurante San Rocco. L'interno barocco a croce latina ospita sei imponenti altari (i primi quattro in stucco opera di Giovan Battista Lazzari, Sebastiano Lippi e Giovan Maria Michelacci), tra cui spiccano l'altare di Sant'Anna fondato da Ippolito Santini, quello del Crocifisso, della Madonna Addolorata, della Madonna di Lourdes, di San Gregorio e del Santissimo Rosario. All'interno si possono inoltre ammirare tre grandi affreschi intitolati il Centurione, il Redentore e Battista e la Distribuzione dei Pani, dipinti da Luigi Ademollo, celebre artista che ha lavorato molto in lucchesia nella prima metà del 1800.
Un'altra tappa imperdibile per respirare la storia locale è il convento di San Francesco, edificato nel 1523 dai Minori Osservanti su un colle panoramico che domina il paese e successivamente ceduto ai Riformati dello stesso ordine tra il 1596 e il 1597. Il complesso offre una vista stupenda, un ampio orto con un antico pergolato e un ombroso bosco di lecci. L'ingresso introduce a un antico chiostro decorato con affreschi dedicati a San Francesco d'Assisi dipinti da Domenico Manfredi di Camaiore, al cui centro si trova una cisterna d'acqua voluta da Raffaello di Controni nel 1551. La chiesa del convento conserva due altari in legno di noce: uno intagliato da Francesco Santini e l'altro dai maestri Bartolomeo e Alessandro. Abitato dai frati fino agli anni ottanta, dal 1983 la struttura è gestita dalla Fraternita di Misericordia di Borgo a Mozzano come centro di accoglienza per anziani.
Voto alla città:7
Anno della foto:2012

Nicosia (Italia)



Se stai cercando un viaggio nel cuore geografico e storico della Sicilia, dove le antiche roccaforti medievali incontrano la raffinatezza di un'aristocrazia d'altri tempi e una lingua misteriosa sopravvissuta ai secoli, la tua prossima destinazione deve essere Nicosia. Questo affascinante comune italiano di 13.591 abitanti, situato nella provincia di Enna, custodisce un'anima nobile e antica, oltre a essere una storica sede di diocesi. La sua conformazione è spettacolare: la città sorge infatti adagiata sui declivi di quattro maestose rupi rocciose, sulle cui cime svettano fieri i ruderi del castello medievale.
La storia di Nicosia, conosciuta storicamente come la Città di S. Nicolò, affonda le radici nel tempo e si suppone che fu fondata dai Bizantini attorno al VII secolo. Il suo territorio collinare, che si insinua armoniosamente tra le nevi e i fitti boschi delle Madonie e dei Nebrodi, ha stregato dominatori di ogni epoca: dagli Arabi, che la ribattezzarono Oppidum Sarracenorum, fino al grande Conte Ruggero d’Altavilla e al leggendario Imperatore svevo Federico II. Proprio il sovrano normanno Ruggero scelse di ripopolare la città con genti provenienti dal nord Italia, i cosiddetti lombardi, che portarono con sé una cultura unica e un particolarissimo dialetto gallo-italico, una parlata incredibile che tuttora viene custodita e parlata dagli adulti del posto. Federico II, successivamente, arricchì ulteriormente la cultura e l'arte di questo centro. Fin dal XII secolo Nicosia fu una fiera Città Demaniale, proprietaria di numerosi feudi e capace di sviluppare un immenso patrimonio monumentale che, attraversando il Rinascimento e l'esuberanza dell'era barocca, è giunto fino all'800 con la nascita dei raffinati palazzi gentilizi della città dei 24 Baroni.
Il massimo gioiello architettonico e spirituale della città è la maestosa cattedrale di San Nicolò in Nicosia, dedicata a san Nicola di Bari. L'edificio fu edificato intorno al 1340 come ampliamento di una preesistente cappella e ha subito notevoli trasformazioni nel corso dei secoli. Riconosciuta ufficialmente per la sua importanza, il 17 marzo 1817 fu eretta a cattedrale con una bolla di Pio VII, dichiarata Monumento Nazionale il 21 novembre 1940 e infine insignita dello status di basilica minore il 19 giugno 1967 da papa Paolo VI. La chiesa accoglie i visitatori con una splendida facciata in cui spicca il portale maggiore di stile gotico-normanno, riccamente adornato da motivi romanici dominati da foglie d'acanto. Sul lato settentrionale, affacciato su piazza Garibaldi, si può invece ammirare un portico coperto da un tetto spiovente, pregevole opera realizzata nel 1489-90 dagli scultori Gabriele di Battista e Andrea Mancino.
Varcando la soglia, l'interno della cattedrale si rivela uno scrigno di capolavori d'arte di valore inestimabile. Tra le navate si possono contemplare il trittico marmoreo Redentore e la splendida fonte battesimale, una scultura in marmo con raffigurazioni di Adamo ed Eva nell'Eden realizzata dal celebre maestro Antonello Gagini, oltre a una tela raffigurante san Bartolomeo dipinta da Jusepe de Ribera detto lo Spagnoletto. Alzando gli occhi al cielo si incontra l'attuale volta a botte, splendidamente affrescata dai fratelli Manno di Palermo nel 1810; al di sopra di essa, protetto dal tempo, si conserva il grandioso tetto ligneo dipinto, una delle testimonianze più rare e spettacolari dell'arte pittorica siciliana del 400.
Voto alla città:6
Anno della foto:2012

Tetovo (Macedonia Del Nord)



Se stai cercando un viaggio che ti porti nel cuore pulsante del multiculturalismo balcanico, dove la storia religiosa e le identità culturali si fondono in un mosaico affascinante, la tua prossima destinazione deve essere Tetovo. Questa vivace realtà macedone di 86.560 abitanti sorge nel nord-ovest della nazione balcanica, posizionandosi come un centro urbano dinamico e in costante evoluzione.
In virtù delle numerose istituzioni politiche e culturali che vi hanno sede, la città è considerata a tutti gli effetti la capitale della minoranza albanese in Macedonia. Come tutto il nord-ovest della Macedonia, anche la città è a larga maggioranza etnica albanese. Questa caratteristica si riflette profondamente nella vita quotidiana, nell'architettura e nelle tradizioni locali, rendendo l'atmosfera cittadina un perfetto punto d'incontro tra culture differenti.
Il patrimonio monumentale racconta questa complessità ed è il vero orgoglio della comunità. Tetovo è famosa per la Cattedrale dei Santi Cirillo e Metodio, un importante e imponente punto di riferimento spirituale e artistico. Accanto alle testimonianze cristiane, la città custodisce un gioiello unico al mondo: la celebre Moschea dipinta. Questo capolavoro dell'arte ottomana si distingue per le sue decorazioni interne ed esterne realizzate con migliaia di pannelli dipinti a motivi floreali e geometrici, che regalano ai visitatori uno spettacolo di colori di rara bellezza.
Voto alla città:7
Anno della foto:2012

Pescia (Italia)



Se stai cercando un viaggio che unisca il fascino medievale toscano a spettacolari parchi d'arte, architettura d'avanguardia e una tradizione cavalleresca ancora vivissima, la tua prossima destinazione deve essere Pescia. Questo splendido comune italiano di 20 045 abitanti, situato nella provincia di Pistoia, è adagiato in una posizione strategica ed è una delle città più ricche di storia di tutta la Valdinievole.
L'incredibile varietà del suo patrimonio si manifesta subito nel cuore del centro storico, diviso in quattro quartieri storici: Ferraia (con Piazza Mazzini, Ruga degli Orlandi e Piazza Santo Stefano), San Francesco (con Piazza San Francesco, via Cesare Battisti e Ricciano), Santa Maria (con via Giuseppe Giusti, via Giovanni XXIII e la Piazzetta Ducci, popolarmente nota come Sdrucciolo del Duomo) e San Michele (con il Borgo della Vittoria, via Giovanni Amendola e le Casacce). Questi quattro quartieri accendono la vita cittadina ogni anno a settembre, quando si sfidano nell'avvincente Palio dei Rioni.
Passeggiando per le sue strade si incontra una concentrazione straordinaria di monumenti. Gli edifici cittadini principali includono il trecentesco Palazzo del Vicario, attuale sede del municipio con la sua maestosa torre campanaria, e il Palagio o Palazzo del Podestà, edificato tra il XII ed il XIII secolo e oggi sede della gipsoteca Libero Andreotti. La cultura e lo spettacolo trovano casa nella Villa Sismondi, sede della Biblioteca comunale, e nel settecentesco Teatro comunale Giovanni Pacini, disegnato dall'architetto pesciatino Giovanni Antonio Tani nel 1717. Tra le architetture religiose spiccano il Duomo intitolato a Santa Maria Assunta, la splendida chiesa di San Francesco in stile gotico e l'oratorio della Madonna di Pie di Piazza, capolavoro del XV secolo su disegno di Andrea Cavalcanti detto il Buggianino. A questi si affiancano l'Ospedale dedicato ai Santi Cosma e Damiano, la Villa La Guardatoia, la Cappella Scaglietti - Arcangeli e la razionalista Casa del Fascio.
Pescia è anche un punto di riferimento internazionale per gli amanti dell'architettura moderna. Spiccano in particolare il Mercato dei Fiori Vecchio, straordinario esempio di razionalismo italiano del secondo dopoguerra realizzato nel 1951 da un team diretto da Leonardo Savioli e Leonardo Ricci, e il Comicent, attuale sede del mercato dei fiori, progettato nel 1968 nei pressi della stazione ferroviaria.
Infine, il territorio comunale custodisce una perla famosa in tutto il mondo: la frazione di Collodi. Qui si trovano la meravigliosa Villa e Giardino Garzoni, capolavoro barocco del XVI secolo, e soprattutto il celeberrimo Parco di Pinocchio. Questo spazio incantato è stato progettato dal paesaggista Pietro Porcinai e ospita sculture d'arte contemporanea di valore immenso: Pinocchio e la Fata di Emilio Greco, la Piazzetta dei Mosaici di Venturino Venturi, il Carabiniere, il Gatto e la Volpe e il Serpente di Pietro Consagra, fino al monumentale Grande Pescecane di Marco Zanuso e Augusto (Bobo) Piccoli. All'esterno del parco, l'esperienza si completa con l'inconfondibile struttura dell'Osteria del Gambero Rosso, firmata dal grande architetto Giovanni Michelucci.
Voto alla città:8
Anno della foto:2011

Chiusi Della Verna (Italia)



Se stai cercando un viaggio immerso nel misticismo più profondo, circondato da foreste secolari protette e avvolto dai segreti irrisolti della storia dell'arte, la tua prossima destinazione deve essere Chiusi della Verna. Questo suggestivo comune italiano di 1.991 abitanti, situato nella provincia di Arezzo, sorge nel cuore dell'incantevole territorio del Casentino, posizionandosi esattamente nel centro del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.
La notorietà internazionale di questo borgo è legata a doppio filo alla sua straordinaria spiritualità e alle sue celebri architetture religiose. Il comune è infatti famoso in tutto il mondo per ospitare il maestoso Santuario della Verna (noto anche come Santuario di San Francesco alla Verna). Questo luogo sacro e di immensa pace sorge arroccato sulla parte meridionale del monte Penna ed è storicamente celebre per essere stato la dimora prediletta di san Francesco, nonché il luogo esatto in cui il santo ricevette le stigmate. Attorno a questo incredibile polo di fede e di cammino spirituale si è sviluppata nel corso del tempo una fiorente industria del turismo, capace di accogliere ogni anno pellegrini, escursionisti e amanti della natura da ogni angolo del pianeta.
Oltre al suo indiscutibile valore religioso, Chiusi della Verna è al centro di un affascinante mistero storico. Il comune è infatti celebre per la storica disputa culturale con il vicino paese di Caprese Michelangelo per aver dato i natali al genio del Rinascimento, Michelangelo Buonarroti. Recenti ed approfonditi studi condotti presso l'archivio storico di Firenze sembrerebbero dare ragione a questa terra: i documenti indicano infatti che Michelangelo Buonarroti fosse nato proprio a Chiusi della Verna, nel preciso periodo in cui il padre ricopriva la carica di podestà del paese. Questo dettaglio storico aggiunge un fascino unico al borgo, invitando i viaggiatori a esplorare le stesse strade e le stesse vedute che potrebbero aver ispirato i primi istanti di vita del grandissimo artista toscano.
Voto alla città:7
Anno della foto:2011

Buti (Italia)



Se stai cercando un viaggio nella Toscana più autentica, dove fortificazioni medievali, eleganti residenze signorili e una natura incontaminata si incontrano lontano dai soliti circuiti affollati, la tua prossima destinazione deve essere Buti. Questo incantevole comune di 5 670 abitanti, situato nella provincia di Pisa, sorge alle pendici orientali del Monte Pisano ed è una cittadina ricchissima di tesori storici, cinematografici e naturalistici.
Il fulcro del nucleo più antico del paese è la magnifica Villa Medicea. Questa sontuosa struttura sorse nel XVI secolo per volere dei Medici sulle rovine di una fortezza dell'XI secolo, di cui si scorge ancora l'antica fortificazione medievale al di sotto delle mura di cinta. Inizialmente composta solo da una torre e dall'abitazione dei capitani fiorentini, nel XVII secolo venne ampliata dall'amministratore Pier Maria di Domenico Petracchi e successivamente venduta a Giovanni Maria Berti, dotandosi di scuderie, una chiesa e un grande orto. Nella seconda metà del Settecento, sotto la proprietà di Santi Banti, si trasformò in una vera residenza di lusso nota come Villa Delizia, arricchendosi dei celebri affreschi del Giarrè, artista attivo anche alla Certosa di Calci. La villa si sviluppa su tre piani più una cantina interrata, con stanze riccamente affrescate che si aprono su ampi saloni centrali. Il suo splendido giardino si estende su tre terrazzamenti decorati con fontane, statue e aiuole, e un tempo ospitava persino un passaggio segreto ricavato in una grotta naturale, oggi non più accessibile. Questo scenario da favola è stato anche il set di alcune scene del film N (Io e Napoleone), diretto da Paolo Virzì e vincitore del premio Strega nel 2000, con attori del calibro di Monica Bellucci, Daniel Auteuil, Elio Germano e Valerio Mastandrea.
La storia militare e l'architettura fortificata dominano l'intero territorio. A proteggere l'antico borgo, sulla rive destra del Rio Magno, svetta Castel Tonini. Nonostante le mura storiche siano scomparse, è ancora presente la porta d'accesso al paese; il castello, restaurato nei primi del Novecento con l'aggiunta di eleganti bifore in stile gotico, mantiene intatta la sua mole alta e massiccia tipica dei fortilizi medievali. Poco distante, percorrendo la strada verso Vicopisano, si incontra Castel di Nocco, borgo fortificato che prende il nome da Nocco Bonfigli, difensore del paese nel XIV secolo. Sebbene oggi rimangano solo i terrapieni in pietra delle mura, tra le rovine della sua chiesa medievale di San Michele Arcangelo fu rinvenuta nell'Ottocento una lapide con l'iscrizione Ara Cerasi, che fa ipotizzare la presenza di un antico tempio romano dedicato alla dea Cerere. Sulla cima del Monte d'Oro, raggiungibile da un sentiero, si trovano invece le rovine di un antico castello di origine longobarda distrutto nel XII secolo durante le guerre tra Pisa e Lucca, dove sono ancora visibili le rampe d'accesso, le mura di cinta con il cammino di ronda e il basamento di due torri, oggi circondate dagli ulivi.
L'archeologia industriale e la vita rurale del passato rivivono nella caratteristica borgata di Panicale, situata sulle sponde del Rio Magno lungo la strada che sale al Monte Serra. Il paese conserva la sua planimetria originaria e mostra ancora i mulini ad acqua e gli antichi frantoi in pietra verrucana, con i canali di adduzione e le grandi ruote che un tempo azionavano le mole.
Per gli amanti dell'escursionismo e della biodiversità, Buti offre due straordinarie riserve naturali. La prima è l'Area protetta del Pino laricio, istituita nel 1997 e inclusa tra le Aree Protette Regionali, che si estende per 124 ettari a tutela di una stazione relitta di Pino laricio, una rarità botanica nel Mediterraneo. L'area ospita anche un'antica cava di ardesia, boschi di castagni e querce, e zone umide dove nidifica il merlo acquaiolo e si trova la salamandra pezzata. La seconda è la Riserva naturale provinciale Monte Serra di Sotto (ex Serra Bassa), un immenso polmone verde di 400 ettari che si sviluppa sul versante sud-orientale dei Monti Pisani. Questo territorio vanta una flora eccezionale, tra cui funghi rari come il Calocybe leucocephala, orchiede selvatiche come la Listera ovata e piante vascolari come le Drosere, oltre a una fauna ricchissima che comprende mammiferi come l'istrice e il quercino, e uccelli come il gheppio e il passero solitario.
Voto alla città:7
Anno della foto:2015