Geraci Siculo (Italia)

 


Se stai cercando un luogo dove le antiche tradizioni cavalleresche e la maestosità della pietra medievale si fondono nel cuore della natura montana, questo borgo siciliano saprà regalarti un viaggio indimenticabile nel tempo. Geraci Siculo è un comune italiano di 1 778 abitanti della città metropolitana di Palermo, in Sicilia. Inserito nello splendido scenario del Parco delle Madonie, il paese fa meritatamente parte del prestigioso club de I borghi più belli d'Italia. La cittadina conserva un impianto urbanistico tipicamente medievale e ha alle spalle una storia ricca di eventi cruciali, come la cruenta battaglia che vi si combatté nel 1338 fra le truppe di Pietro II di Sicilia e quelle di Francesco I Ventimiglia. Sebbene l'economia locale sia storicamente dedita all'agricoltura e alla pastorizia, oggi la principale attività economica risiede nel moderno stabilimento per la raccolta e l'imbottigliamento dell'acqua minerale, che proviene direttamente dalle purissime fonti delle montagne geracesi. Il borgo ha dato inoltre i natali al celebre matematico Giacomo Albanese.
Il monumento più iconico del territorio è rappresentato dagli antichi resti del Maniero dei Ventimiglia. Si presume che questa struttura sia stata originariamente costruita in età bizantina, per poi essere trasformata dai Normanni e diventare, sotto gli Aragonesi e i Ventimiglia, una vera e propria fortezza militare inespugnabile, tanto da costituire la prima difesa occidentale della vasta Contea. La sua eccezionale inaccessibilità era dovuta alla posizione arroccata e a una rigida distribuzione interna degli spazi, pensata esclusivamente per scopi militari e per resistere a lunghissimi assedi. Nel sottosuolo erano collocate le prigioni, gli spazi per le provviste e le grandi cisterne per l'acqua; il pian terreno ospitava le scuderie, le cucine, le sale d'armi e le feritoie per i tiratori, mentre il piano superiore era l'unico ambiente adibito a residenza per la famiglia del conte. A questo periodo risale anche la chiusura del perimetro urbano tramite grandi porte di cui oggi si possono intravedere i segni. Del castello oggi sopravvivono suggestivi ruderi come gli angoli mozzati delle torri, le feritoie, le cisterne vuote e la splendida chiesetta di Sant'Anna, rimasta miracolosamente integra in mezzo alle rovine.
Geraci Siculo è altrettanto celebre per il suo patrimonio di architetture religiose, tra le quali spicca la chiesa di San Giacomo, situata proprio nei pressi del castello. L'edificio è composto da una navata centrale e due ampie cappelle laterali. Durante importanti lavori di restauro condotti nel 1984, sono state rinvenute varie sovrapposizioni architettoniche e, su un pilastro, è venuto alla luce un affresco bizantineggiante del XIV secolo che raffigura un Santo benedicente. La chiesa custodisce preziose opere d'arte tra cui una statua lignea settecentesca di San Giacomo attribuita a Filippo Quattrocchi, una tela del 1657 di Giuseppe Tomasi raffigurante l'Immacolata tra i Santi Giacomo e Chiara, e una Conversione di San Paolo attribuita al pittore madonita De Galbo. Di eccezionale valore è anche un Crocefisso ligneo trecentesco, raro esemplare in Sicilia legato alla corrente artistica nordica del gotico doloroso. Questa ricchezza culturale si riflette nelle vive tradizioni del borgo, tra cui la festa del ringraziamento dedicata ai Santi Bartolo e Giacomo, la festa del Crocifisso e la spettacolare Giostra dei Ventimiglia, un torneo cavalleresco in costume d'epoca che ogni anno rievoca i fasti del passato.

Voto alla città:6
Anno della foto:2010

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