Città Della Pieve (Italia)




Se stai cercando un viaggio in un borgo medievale dal fascino intramontabile, arroccato su colline che dominano panorami mozzafiato e intriso dell'arte dei più grandi maestri del Rinascimento, la tua prossima destinazione deve essere Città della Pieve. Questo splendido comune italiano di 7.686 abitanti, situato nella provincia di Perugia in Umbria, sorge su un colle a circa 508 metri sul livello del mare in una posizione panoramica che domina l'intera Val di Chiana. Inclusa nella Comunità Montana Monti del Trasimeno, questa splendida cittadina colpisce subito lo sguardo dei visitatori per una caratteristica urbanistica unica: il centro storico è costruito per un buon 70% in mattoni a vista, un elemento che le dona un colore caldo e un'atmosfera d'altri tempi.
Le origini storiche e spirituali del borgo sono antichissime. Il Liber Pontificalis del IX secolo narra che la matrona romana Vestina, vissuta nel IV secolo, possedeva feudi su questo colle e presso la città laziale di Fondi. In seguito alla vendita di queste terre, Vestina eresse a Roma una chiesa ai SS. Martiri Gervasio e Protasio (l'attuale San Vitale). La coincidenza del culto e della dedicazione nelle due cittadine fa pensare che la matrona diffuse la venerazione per i due santi tra gli abitanti locali dopo il ritrovamento delle loro reliquie. La chiesa più vecchia, situata nel punto più alto della città, divenne la cattedrale di Città della Pieve dopo il 1600. Sorta probabilmente su un tempio pagano etrusco e romano, la cattedrale mostra ancora decorazioni romaniche. Nel 1530 si decise di rinnovare la tribuna e l'abside, ma i lavori iniziarono mezzo secolo dopo con Niccolò di Pietro, che ingrandì l'edificio fino a congiungerlo con la Torre Pubblica e creò la gradinata in pietra serena all'ingresso. Il Pomarancio ne affrescò le pareti e la calotta del coro, ma un fulmine nel 1783 distrusse gran parte delle pitture, lasciando visibile solo la gloria sull'abside. Crollata la capriata nel 1667, la copertura fu ricostruita a volta, mentre tra il 1693 e il 1708 sorsero le cappelle laterali e nel 1738 fu eretto il campanile. Al suo interno si ammira un capolavoro assoluto: la tavola di Pietro Perugino raffigurante La Madonna fra i santi protettori Gervasio e Protasio e i SS Pietro e Paolo. Nelle cappelle si trovano anche opere di allievi del Perugino, come Domenico Paride Alfani e Giacomo di Guglielmo, oltre a tele di Niccolò Circignani e Salvio Savini, e un simulacro ligneo del XVI secolo attribuito a Giovanni Tedesco. Sotto l'abside sono inoltre visitabili i resti di un'antica costruzione con colonne, pilastri e quattro archi che si uniscono in un pilastro ottagonale centrale, un locale anticamente destinato a ricevere le salme dei vescovi.
Un altro importante polo storico è legato alla presenza dei francescani, che intorno al 1280 acquistarono dai monaci benedettini un oratorio dedicato a san Bartolomeo con una casa e un terreno, edificando il convento e una spaziosa chiesa. Quest'ultima fu distrutta nel 1776, lasciando intatta solo la facciata originale fino al rosone. Gli interni furono rinnovati secondo il gusto barocco del tempo, mentre il campanile fu eretto o ricostruito nel 1600. Del primitivo convento resta solo un muro con piccolissime finestre delle celle. Nel XV secolo la struttura fu ampliata distruggendo tre lati e creando un nuovo portico nel cortile che racchiuse l'antico oratorio di S. Bartolomeo. In questo oratorio soggiornò nel 1426 S. Bernardino da Siena, istituendo la Confraternita della Misericordia, attiva qui fino al 1567 prima che i locali diventassero il refettorio dei frati. Al suo interno si conserva lo splendido affresco La crocifissione di Gesù, unico superstite di un ciclo pittorico, attribuito a Nicola di Bonifazio Senese che si era trasferito nel borgo a fine Trecento. I religiosi abbandonarono la struttura nel 1860; oggi la chiesa è intitolata alla Madonna di Fatima e il vecchio convento ospita l'oratorio.
Il territorio comunale riserva altre perle imperdibili fuori dal centro urbano. A due chilometri a sud del capoluogo si trova la chiesetta della Madonna della Sanità, un vecchio romitorio con timpano romanico che custodisce al suo interno, sopra l'altare, una tela della scuola del Perugino. Di grandissimo interesse storico e architettonico è infine lo splendido borgo-castello di Salci, una vera e propria capsula del tempo che ha costituito un ducato autonomo sotto le famiglie dei Bandini e dei Bonelli per ben 292 anni, mantenendo la sua indipendenza fino all'Unità d'Italia.
Voto alla città:7
Anno della foto:2010

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