Grytviken (Regno Unito)

 


Se stai cercando un viaggio ai confini del mondo, dove il silenzio dell'Antartide incontra le tracce di un passato epico, allora Grytviken è il nome da segnare sulla tua mappa.
Immagina di approdare in una baia della Georgia del Sud, nel cuore dei territori britannici d'oltremare. Il nome stesso, che in svedese significa "baia dei paioli", racconta una storia curiosa: fu scelto dall'archeologo Johan Gunnar Andersson, che qui trovò i grandi calderoni usati un tempo per ricavare l'olio di balena.
Fondata nel 1904 dal capitano norvegese Carl Anton Larsen, Grytviken è stata per decenni un frenetico centro per la lavorazione dei cetacei. Oggi, quel passato industriale è diventato un museo a cielo aperto: passeggiando tra i vecchi stabilimenti, puoi visitare un piccolo museo sui cetacei e ammirare una suggestiva cappella luterana norvegese, oggi completamente restaurata, che svetta solitaria contro il paesaggio selvaggio.
Ma Grytviken è, sopra ogni cosa, un luogo di pellegrinaggio per gli amanti delle grandi esplorazioni. È qui che il leggendario Ernest Shackleton trovò la morte nel 1922, poco prima di iniziare la spedizione Quest. Per sua volontà, riposa nel locale cimitero di pescatori, esattamente accanto al suo braccio destro, l'esploratore Frank Wild.
A poca distanza da questo luogo carico di memoria si trova King Edward Point, una base scientifica dove ancora oggi vive stabilmente una decina di ricercatori, unici abitanti di una terra che appartiene ormai quasi interamente alla natura.
Voto alla città: 8
Anno della foto: 2021

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