Orgosolo (Italia)



Se stai cercando un luogo dove l'arte di strada si fa portavoce di storie universali e la natura si mostra in tutta la sua primordiale potenza, Orgosolo saprà regalarti un viaggio indimenticabile. Questo suggestivo comune della provincia di Nuoro, situato a 620 metri sul livello del mare nel cuore della Barbagia di Ollolai, conta 4.209 abitanti e rappresenta una delle tappe più affascinanti e autentiche di tutta la Sardegna.
La cittadina accoglie i visitatori con una straordinaria ricchezza storica e architettonica, a partire dal gran numero di chiese che costellano il centro abitato e le sue immediate vicinanze, la maggior parte delle quali edificate a cavallo tra i secoli XIV e XVI. Tuttavia, l'elemento che ha reso Orgosolo celebre in tutto il mondo è la sua straordinaria galleria d'arte a cielo aperto: i murales. Questi splendidi dipinti murari abbelliscono i muri delle case, illustrando con forza espressiva sia le vicende e le problematiche della popolazione locale, sia i grandi avvenimenti storici, sociali e politici italiani e internazionali. Il primo murale in assoluto venne realizzato nel 1969 da un gruppo di anarchici milanesi firmatisi Dioniso. Qualche anno dopo, nel 1975, in occasione del trentennale della Resistenza e della Liberazione, l'insegnante toscano Francesco Del Casino insieme ai suoi alunni della scuola media diede un impulso decisivo a questa tradizione. Nel tempo si sono aggiunti molti altri contributi, come quelli del pittore orgolese Pasquale Buesca e del gruppo culturale locale Le Api, portando il patrimonio cittadino a superare i 200 murales che oggi attirano migliaia di turisti da ogni parte del mondo.
Per gli amanti dell'avventura e della natura incontaminata, il territorio offre lo spettacolo del Supramonte orgolese, un altopiano calcareo che si estende per quasi 3500 ettari. La roccia bianca modella un paesaggio mozzafiato profuso di fenomeni carsici, tra cui spicca l'imponente dolina di Su Suercone (chiamata Sielhone in orgolese), una voragine dal diametro di ben 500 metri. Altrettanto monumentale è la gola di Gorropu, un immenso canyon scavato dal Rio Flumineddu con pareti verticali che raggiungono i 400 metri d'altezza. In questa distesa pietrosa l'acqua è una risorsa preziosa e scarsa a causa della mancanza di sorgenti stabili, tanto che le piogge si raccolgono in piccole pozze rocciose naturali che i locali chiamano Presethos. La vegetazione regala emozioni uniche: nella zona di Sas Baddes sopravvive infatti uno degli ultimi lembi di foresta primaria d'Europa, dove i lecci secolari si alternano a ginepri, tassi e a una ricca flora erbacea ricca di specie endemiche. Questo ecosistema ospita cinghiali, volpi, mufloni, gatti selvatici, martore e ghiri, mentre i cieli sono sorvolati da maestosi rapaci come l'aquila reale, l'aquila del Bonelli, il falco pellegrino e l'astore. Le pareti rocciose, inoltre, conservano la memoria del passaggio del grifone e del gipeto, il leggendario avvoltoio degli agnelli.
L'altopiano custodisce anche importanti testimonianze archeologiche risalenti all'epoca nuragica e pre-nuragica, perfettamente integrate nell'ambiente circostante. Ne sono un esempio il nuraghe Mereu e il nuraghe Presethu Torthu, entrambi caratterizzati dal candore della pietra calcarea con cui vennero edificati. Sebbene il Supramonte sia sempre stato un luogo impervio, ha ospitato per secoli l'allevamento di suini, ovini e caprini. Per via della mancanza di strade e delle grandi distanze dal centro abitato, i pastori affrontavano lunghe permanenze in solitudine trovando rifugio nei tipici Huviles, antichi ovili in pietra e legno di cui restano ancora affascinanti testimonianze. Oggi, mentre la pastorizia si è ridotta, queste antiche vie della transumanza sono diventate una meta privilegiata per gli appassionati di trekking, speleologia ed escursioni culturali.
Voto alla città:7
Anno della foto:2017

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