Nuoro (Italia)



Se stai cercando una città in cui la profonda cultura isolana si respira in ogni vicolo e la natura si mostra in tutta la sua solennità, Nuoro saprà offrirti un'esperienza di viaggio straordinaria. Questo affascinante capoluogo della Sardegna centro-orientale, che sorge a ridosso di montagne leggendarie e conta 36.925 abitanti, è da sempre il cuore pulsante dell'identità e delle tradizioni barbaricine.
La scoperta della città inizia dalle sue imponenti architetture sacre, capaci di raccontare i mutamenti storici e artistici del territorio. Il monumento religioso principale è la cattedrale di Santa Maria della Neve, un maestoso edificio in stile neoclassico eretto nella prima metà del XIX secolo per volontà del vescovo Giovanni Maria Bua. Il progetto venne affidato al celebre architetto Antonio Cano, la cui morte accidentale nel 1840 rallentò i lavori, conclusi infine con la consacrazione nel 1853. All'interno della cattedrale, che prese il posto dell'antica pieve catalana di Santa Maria ad Nives, si possono ammirare affascinanti altari laterali dedicati al Sacro Cuore, alla Madonna della Salute e a Santa Lucia, oltre a una pregevole tela della deposizione di Cristo. Durante i lunghi anni della sua costruzione, la Diocesi utilizzò come cattedrale provvisoria la scomparsa chiesa de Sa Purissima, che sorgeva lungo il Corso Garibaldi. Un altro tesoro architettonico imperdibile è la chiesa delle Grazie, situata nell'antico rione di Sèuna. Nata alla fine del Seicento grazie alla concessione del vescovo Francesco Lopez de Urraca a Nicolau Ruju Manca, presenta una facciata lineare arricchita da un portale gotico-catalano e da un antichissimo rosone in trachite rossa proveniente dalla distrutta chiesa di Santu Milianu. L'edificio vanta anche le caratteristiche cumbessias, loggiati esterni tipici della Sardegna che fin dall'epoca bizantina fungevano da ostello per i pellegrini, mentre al suo interno custodisce rari affreschi settecenteschi realizzati con terre colorate su calce fresca.
Il legame indissolubile tra Nuoro e i suoi grandi figli illustri si esprime magnificamente nel tessuto urbano. Tra il Corso Garibaldi e il rione di Santu Prédu si apre la celebre piazza-monumento dedicata al poeta Sebastiano Satta. Questo spazio dal design minimalista e arcaico è stato ideato nel 1967 dal grande scultore Costantino Nivola, reduce da importanti esperienze artistiche in America. Nivola scelse di inserire otto piccole e intense statue in bronzo del poeta all'interno di giganteschi massi di granito grezzo provenienti dal monte Ortobene, creando un dialogo perfetto tra la città e la montagna sullo sfondo. Per amplificare la luminosità della piazza, l'artista pretese l'intonaco a bianco calce per tutte le case circostanti, tra cui spicca la dimora in cui visse lo stesso Satta. Per assaporare la vivace vita cittadina basta poi incamminarsi lungo il Corso Garibaldi, la via principale ricca di negozi e locali storici. Qui si incontra il celebre Caffè Tettamanzi, fondato nel 1875 con il nome di Bar Majore, da sempre punto di ritrovo per intellettuali, nuoresi e turisti, affiancato dal altrettanto storico Bar Cambosu del 1921.
La vera essenza della località si completa salendo sull'Ortobene, il monte dei nuoresi per eccellenza, che svetta con i suoi 955 metri a un passo dal centro urbano. Questa montagna, che in passato ospitava insediamenti medievali come Gortovene lungo il ruscello Ribu de Séuna, è un paradiso naturale ricoperto da fresche foreste di lecci che d'inverno regalano splendide suggestioni sotto la neve. Dalla sua cima si gode di una vista straordinaria sul monte Corrasi di Oliena, sul Gennargentu e sul mare, dominata dal monumento del Redentore, opera di Vincenzo Ierace e fulcro della grandiosa sagra folkloristica di fine agosto. L'Ortobene è anche un luogo ricco di sorprese antropologiche e archeologiche: lungo la strada per il parco di Sedda Orthai si può ammirare sa conca, un'incredibile e unica residenza rurale ricavata dentro un enorme masso di granito sferico svuotato. Ai piedi del rilievo, in località Borbore, si apre invece un'area archeologica con affascinanti Domus De Janas risalenti al Neolitico finale e all'Eneolitico, mentre le pendici settentrionali conservano la memoria spirituale del territorio grazie alla chiesa campestre di Nostra Signora 'e su Monte, al santuario di Valverde e ai suggestivi ruderi in granito delle chiese di Sa Itria, Santu Jacu e Santu Tomeu.
Voto alla città:7
Anno della foto:2017

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