Se stai cercando un viaggio che unisca ingegneria idraulica d'altri tempi, antiche tradizioni artigiane e un glorioso passato medievale, Calcinaia è la destinazione toscana che fa al caso tuo. Questo comune di 12.489 abitanti situato nella provincia di Pisa sorge sulla riva destra del fiume Arno e custodisce una storia affascinante che affonda le sue radici prima dell'anno 1000.
In epoca medievale il borgo era noto come Vicus Vitri. Molti storici attribuiscono questo nome alla parola latina "veteri" (vecchio), usata probabilmente per distinguere la primitiva Calcinaia dalla vicina e più recente Vicopisano. Solo a partire dal 1193 compare il nome attuale, dovuto alle numerose fornaci di calce edificate nel territorio. Non a caso lo stemma cittadino mostra due arselle, simbolo del legame indissolubile con l'acqua, la sabbia e i primi coloni che risalirono l'Arno. Proprio qui, nel 1136, nacque Ubaldesca Taccini, umile suora dell'Ordine di Malta oggi venerata come santa e patrona del paese, le cui reliquie sono custodite nella Pieve.
Durante l'alto Medioevo il controllo del territorio passò dai Conti Cadolingi di Fucecchio alla noble famiglia ghibellina degli Upezzinghi di Pisa, tra i quali spiccò Gualtieri di Calcinaia. Il borgo si ritrovò al centro delle storiche rivalità tra la Repubblica di Pisa e quella di Lucca, ospitando persino l'incontro tra Papa Innocenzo II e l'Imperatore Lotario II nel 1138. Nel XV secolo fu infine conquistato dalla Repubblica fiorentina. La vera svolta arrivò nel 1555 quando il Granduca Cosimo I de' Medici, basandosi sui celebri studi e sulle mappe disegnate da Leonardo da Vinci, avviò una colossale opera idraulica per deviare il corso del fiume Arno, che fino ad allora formava un'ampia ansa verso Vicopisano. Questa grandiosa modifica stroncò le continue inondazioni e permise uno straordinario sviluppo dell'agricoltura locale, incentrata su cereali, legumi, canapa e lino.
Grazie alla nuova stabilità economica, nel 1768 nacque la celebre Fornace Coccapani per la produzione di ceramica invetriata, oggi trasformata in un imperdibile museo della ceramica che, insieme alla Chiesa di San Giovanni Battista, rappresenta il gioiello culturale del paese. Nel corso degli anni sessanta il comune ha vissuto una forte industrializzazione concentrata soprattutto nella frazione di Fornacette, ricca di imprese e servizi, mentre il capoluogo ha mantenuto la sua vocazione legata principalmente al settore terziario e amministrativo.
Voto alla città:5
Anno della foto:2014
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