Ragusa (Croazia)





Ragusa (spesso chiamata anche con il nome croato Dubrovnik, in italiano anche "Ragusa di Dalmazia") è una città della Croazia meridionale di 42.641 abitanti, situata lungo la costa della Dalmazia. La città, che ha lungamente mantenuto la sua indipendenza, vanta un centro storico di particolare bellezza che figura nell'elenco dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO e che le è valso il soprannome di "perla dell'Adriatico".
Dal 1358 con la cacciata dei Veneziani fu sede di una repubblica libera fino all'arrivo dei francesi nel 1808.
Cuore della città, la Piazza della Loggia assunse la sua forma primitiva nei secoli XV-XVI, ma l'attuale aspetto è successivo al grande terremoto del 1667, quando iniziò un lungo periodo di circa sessant'anni che la rimodellò completamente. Vi si trovano o vi affacciano alcuni dei principali monumenti cittadini: la Colonna di Orlando (1418), simbolo dell'indipendenza cittadina, il Palazzo Sponza (1516-1524), sede della Dogana e della Zecca, la gotica Porta della Dogana con la sovrastante Loggia delle Campane (XV secolo, fu riaperta e ristrutturata solo nel 1952), che dà il nome alla piazza. Accanto alla Loggia si trova la Torre Civica (XV secolo), cui segue la Gran Guardia (1706-1708) con la Fontana minore di Onofrio (1440-1441). Allineato all'edificio della Gran Guardia è il neorinascimentale ex Palazzo del Comune, eretto nel 1867 al posto del quattrocentesco Palazzo del Maggior Consiglio, bruciato nel 1818. Di fronte al palazzo si erge il fianco della Chiesa di San Biagio (1707-1715).
La Piazza della Loggia è in diretta continuazione con quella Prid Dvorom (Davanti al Palazzo), così chiamata perché si trova giusto di fronte al gotico-rinascimentale Palazzo dei Rettori, il più caratteristico della città. Quest'ultimo fronteggia il Palazzo Ragnina (XVIII secolo), mentre a sud la piazza è delimitata dal fianco della Cattedrale dedicata all'Assunzione di Maria (XVII-XVIII secolo).
Anche la Piazza Marino Darsa è in diretta continuazione con la Prid Dvorom. Delimitata a nord dal fianco del Palazzo dei Rettori, a sud da un palazzo già appartenente alla famiglia Saraca, a ovest dalla facciata della Cattedrale e a est dal Palazzo Sorgo, il più grande edificio privato della città, sede dal XIX secolo del Vescovado. Accanto si trova la piccola Chiesa di San Bartolomeo, che incorpora i resti della precedente Chiesa dei Santi Cosma e Damiano.
Vicino al Convento dei Francescani si erge la chiesa rinascimentale di San Salvatore. Venne fatta costruire nel 1520 dal senato della città come ringraziamento per aver risparmiato Ragusa dal terremoto; una scritta sulla facciata della costruzione lo ricorda. La chiesa, risparmiata dal successivo terremoto del 1667 che rase al suolo gran parte della città dalmata, presenta una navata unica con una volta costolata a crociera (crucicostolata) e delle finestre laterali gotiche a sesto acuto.
San Biagio è il santo protettore della città di Ragusa. La chiesa a lui dedicata sorge alla fine dello Stradun, nella Piazza della Loggia. La costruzione in stile barocco - architetto il veneziano Marino Groppelli - risale al Settecento (1706-1714) e vi si accede tramite una scalinata. L'attuale edificio venne preceduto da una chiesa in stile romanico del XIV secolo, grandemente lesionata durante il terremoto del 1667 e definitivamente distrutta da un incendio nel 1706, che bruciò quasi per intero la notevole collezione di arredi sacri ed opere d'arte contenute nella chiesa. Secondo le ricostruzioni dell'epoca, a salvarsi fu solamente una statua in argento e oro di san Biagio, capolavoro dell'arte orafa locale del XV secolo ed attualmente collocata sull'altar maggiore. Miracolosamente recuperata fra le ceneri dell'incendio, la statua rappresenta il santo in piedi col pastorale sulla mano destra, mentre tiene con la sinistra un modellino di Ragusa.
La Grande Fontana d'Onofrio (chiamata tradizionalmente dai ragusei di lingua croata Velika Onofrijeva funtana, utilizzando una delle diverse parole di derivazione italiana del loro dialetto) si trova al centro della piccola piazza dopo l'ingresso da Porta Pile. È stata costruita nel 1438 dal costruttore napoletano Onofrio Giordano, noto anche come Onofrio della Cava, con cui la Repubblica aveva stipulato un contratto per la costruzione dell'acquedotto cittadino. Onofrio portò in città l'acqua della sorgente Šumet, distante dodici chilometri dalla città, da cui nasce il fiume Dubrovača. La fontana fu gravemente danneggiata nel terremoto del 1667 e l'aspetto attuale è una ricostruzione del volume architettonico, si sono conservati solo i 16 rilievi dei mascheroni, dalle cui bocche scorreva l'acqua.
Nella fontana è presente un'interessante iscrizione in latino, una delle prime in cui si recupera l'uso del carattere lapidario romano; fu composta dall'umanista Ciriaco d'Ancona, detto dai suoi contemporanei pater antiquitatis e oggi considerato il precursore dell'Archeologia. Fu il governo della repubblica dalmata, nel 1443, a commissionare a Ciriaco questa iscrizione (insieme a quella del Palazzo dei Rettori).
L'acqua era accessibile dalla popolazione in altri due punti chiave: a ovest all'entrata principale della città dove fece costruire un grande edificio poligonale che fungeva da cisterna, e ad est, dove è presente una fontana di dimensioni più ridotte, la Fontana Minore di Onofrio (Mala Onofrijeva česma o funtana), che serviva a rifornire il mercato in piazza Loggia. Oltre a queste due fontane se ne trovavano anche nella zona del porto e nell'area della pescheria, nel Palazzo del Rettore, e nel Convento Francescano, oltre alla Fontana Giudea.

Voto alla città:8
Anno della foto:2013

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