Agliana (Italia)



Se stai cercando un viaggio nel cuore della Toscana più autentica, dove i corsi d'acqua disegnano i confini e le storie della comunità si leggono nei monumenti e nelle antiche pietre, devi assolutamente scoprire Agliana. Questa accogliente cittadina della provincia di Pistoia è un vero e proprio snodo strategico, posizionata lungo l'asse viario che unisce giganti del turismo internazionale come Firenze, Prato, Pistoia e Lucca. Il suo territorio, protetto e delimitato dai torrenti Bure, Calice e Ombrone Pistoiese, è attraversato dal torrente Brana, creando un paesaggio pianeggiante indissolubilmente legato all'acqua e alla terra.
La prima cosa che ti conquista quando arrivi da queste parti è la profonda memoria storica che si respira camminando tra le sue piazze e le sue strade. Agliana parla ai visitatori attraverso i suoi monumenti pubblici, che celebrano le diverse anime della città. In Piazza IV Novembre, nella suggestiva piazzetta delle erbe proprio dietro la chiesa di San Piero, si incontra il Monumento al Contadino, una scultura che rende omaggio alla storica vocazione rurale di questa terra. Spostandosi verso lo stadio comunale e il palazzetto dello sport, l'atmosfera cambia per celebrare il mito sportivo con il Monumento a Fausto Coppi, una vibrante opera in bronzo realizzata dallo scultore Lindo Meoni negli anni Novanta. Non meno importante è il toccante Monumento ai Caduti del 1946, firmato dall'architetto locale Sergio Cammilli: una Pietà in conglomerato cementizio colorato che commemora il sacrificio dei partigiani locali come Magnino Magni e Adelmo Santini, un'opera potente dove persino la figura di un bambino si copre la bocca per trattenere il pianto.
Ma Agliana è soprattutto un piccolo scrigno di fede, arte e architettura sacra, custodito in quattro chiese storiche che raccontano secoli di devozione e trasformazioni. La maestosa Chiesa di San Piero, le cui prime testimonianze risalgono addirittura al 1152, si presenta oggi nelle imponenti forme neoclassiche a tre navate progettate da Bernardo Bernardini nel 1869; sebbene capolavori del Ghirlandaio e del Puccinelli siano andati perduti o distrutti, al suo interno conserva ancora un monumentale organo Tronci e un prezioso crocifisso ligneo del Cinquecento, affiancato dallo splendido oratorio tardo-barocco della Compagnia del Santissimo Sacramento. Poco distante, la Chiesa di San Niccolò sorge sui resti di un antico castello vescovile e vanta una doppia anima: l'edificio vecchio, che nel Medioevo ospitava le riunioni del comune e mostra una facciata restaurata da Ferdinando Gai nel 1868, e la nuova chiesa del 1962, una struttura poligonale a 16 lati che custodisce un imponente bassorilievo in cemento bianco dello scultore M. Marchesini.
Naturalmente, l'esplorazione non può dirsi completa senza spingersi verso le altre due perle del territorio. La Chiesa di San Michele Arcangelo, un tempo nota come San Michele in Vacchereccia e risalente al XIII secolo, accoglie i visitatori con la sua veste neoclassica di fine Settecento e la cupola affrescata, nonostante i moderni adeguamenti liturgici ne abbiano semplificato l'interno. Infine, la Chiesa di Santa Maria a Spedalino Asnelli rappresenta una delle tappe più affascinanti per gli amanti del Medioevo: nata nel 1162 come ospedale per i viandanti fondato dal converso Osnello, la struttura mostra ancora sulla facciata i segni inconfondibili del romanico pisano, con le tipiche decorazioni a losanghe, e racchiude un'unica navata con travature in legno che conduce a una tela seicentesca dedicata all'Assunzione.
Il viaggio prosegue verso la frazione della Ferruccia, seguendo il corso del torrente e lasciandosi cullare dalle atmosfere tranquille di una Toscana operosa e ricca di dettagli da scoprire. Farsi tentare da un itinerario a piedi tra gli antichi oratori cinquecenteschi e le facciate neoclassiche delle sue pievi è il modo migliore per assaporare l'identità di questa comunità. Agliana non è una meta da mordi e fuggi, ma un angolo d'Italia da assaporare con calma, un passo alla volta.
Voto alla città:6
Anno della foto:2018

Monsummano Terme (Italia)



Se stai cercando un viaggio terapeutico dove il benessere termale sotterraneo incontra la bellezza selvaggia di una riserva naturale e la storia dei borghi collinari, devi assolutamente scoprire Monsummano Terme. Questa affascinante cittadina della provincia di Pistoia sorge nella parte centro-orientale della Valdinievole, offrendo un territorio straordinariamente variegato che si articola in tre anime distinte: i rilievi sinuosi del Montalbano, una vivace pianura cittadina attraversata dal torrente Candalla e il silenzio rigenerante della natura più incontaminata.
La prima cosa che ti conquista quando arrivi da queste parti è l'incredibile varietà dei suoi paesaggi. Qui la natura detta ancora le regole, e lo si capisce alzando lo sguardo verso il colle di Monsummano Alto, che svetta a circa 340 metri sul livello del mare; le sue vecchie cave in disuso hanno disegnato nel tempo un fronte roccioso dalla ripidità quasi innaturale, regalando un profilo inconfondibile al panorama. Scendendo a valle, lo scenario cambia completamente aprendosi verso la zona umida del Padule di Fucecchio, una riserva naturalistica di fondamentale importanza, celebre tra gli amanti del birdwatching per la straordinaria ricchezza della sua flora e della sua fauna acquatica.
Ma Monsummano Terme è anche un piccolo scrigno di arte, mistero e cura del corpo. Il vero gioiello sotterraneo del territorio è la famosissima Grotta Giusti, una cavità termale naturale definita dal maestro Giuseppe Verdi come l'ottava meraviglia del mondo, dove i vapori benefici e gli specchi d'acqua calda offrono un'esperienza di relax introvabile altrove. Una volta tornati in superficie, la ricchezza culturale della cittadina si svela attraverso una fitta rete di architetture religiose, civili e militari, oltre a preziosi musei locali che custodiscono la memoria storica e artistica della comunità valdinievolina.
Naturalmente, non si può comprendere fino in fondo l'anima di questo luogo senza lasciarsi cullare dal contrasto tra la solennità delle antiche fortificazioni collinari e la quiete della pianura. Monsummano Terme è la patria indiscussa dell'equilibrio tra uomo e ambiente, dove i brevi corsi d'acqua che scivolano verso la palude hanno modellato per secoli la vita e le tradizioni degli oltre 21 mila abitanti che oggi popolano questo vivace centro toscano.
Il viaggio prosegue tra i sentieri naturalistici che si arrampicano verso l'antico borgo fortificato e le tappe culturali nel cuore del centro cittadino. Farsi tentare da un pomeriggio di totale abbandono nei vapori della grotta termale o da un'escursione all'alba con il binocolo tra i canneti del Padule è il modo migliore per connettersi con l'energia di questa terra. Monsummano Terme non è una meta da mordi e fuggi, ma un angolo d'Italia da assaporare con calma, un passo alla volta.
Voto alla città:7
Anno della foto:2018