Follònica (Italia)



Follònica è un comune italiano di 21 339 abitanti della provincia di Grosseto in Toscana.
Situata nel territorio delle Colline Metallifere grossetane, al centro dell'omonimo golfo, è la seconda città della provincia per numero di abitanti dopo il capoluogo.
L'area comunemente nota come "ex Ilva" è un comprensorio che racchiude gli stabilimenti ormai dismessi dell'Ilva, nucleo originario di quella città-fabbrica voluta dal granduca Leopoldo II di Lorena per il trattamento dei minerali dell'isola d'Elba. Il nucleo originario risaliva già al XVI secolo, quando gli Appiani di Piombino fanno qui costruire, accanto ad un mulino già esistente, una ferriera per fondervi il ferro delle miniere di Rio nell'Elba. Con il passaggio al Granducato di Toscana, il granduca istituì l'Imperiale e Reale Amministrazione delle Miniere di Rio e delle Fonderie del Ferro di Follonica" (IRAMFF), avviando un intenso programma di rinnovamento tecnologico degli impianti e facendo di Follonica uno dei più moderni e funzionali poli della siderurgia a livello nazionale. Nel 1850 i Lorena lasciarono la gestione delle fonderie alla Banca Bastogi, mentre nel 1867 vennero affidate alla nuova "Società Anonima Alti Forni e Fonderie di Piombino", che assunse nel 1918 la denominazione di "Ilva". L'attività siderurgica continuò fino al 21 febbraio 1960, anno in cui cessò definitivamente la produzione nello stabilimento. Oggi sono ancora presenti gli edifici risalenti agli anni gloriosi della città-fabbrica, alcuni dei quali pregevolmente restaurati.
Follònica è famosa per le sue architetture religiose, civili e militari, per i suoi vari monumenti, siti archeologici e per le sue aree naturali.

Voto alla città:7
Anno della foto:2018

Porcari (Italia)



Porcari è un comune italiano di 8 884 abitanti della provincia di Lucca, in Toscana.
Porcari è famosa per le sue architetture religiose come la Chiesa di San Giusto e la Chiesa della Natività di Maria a Rughi.
Alcuni scavi archeologici hanno testimoniato che a Porcari vi fossero insediamenti già dall'Età del Bronzo, presso la zona di Fossa Nera, e un insediamento etrusco e poi romano presso il Lago di Sesto.
Fino ad oggi il primo documento che riguarda Porcari è datato 30 aprile 780, dove tre nobili longobardi (Gumberto, Ildiberto e Gumbardo) lasciarono Calci per stabilirsi a "Porchari". Nel Medioevo Porcari crebbe notevolmente in relazione all'antica Via Francigenache dirigeva verso nord-ovest, attraversanso l'intera Piana di Lucca e transitava per Castrum Porcari. Nell'itinerario di Sigerico, la città rappresentava la XXV tappa, ed era definita dall'Arcivescovo di Canterbury col nome di Forcri. Inoltre Porcari si trovava in una posizione strategica per l'attraversamento della Via Cassia e il fatto di trovarsi sulle sponde del Lago di Sesto, diventando così un'importante via di comunicazione con FirenzePisa e Lucca. Di grande importanza strategica era anche il colle di Porcari (monte San Giusto un castrum, oggi chiamato la Torretta) che sovrastava la Valle delle Sei Miglia, consentendo un importante punto di avvistamento, soprattutto in vista di eventuali attacchi nemici.
Quando i Longobardi si stabilirono a Porcari, il paese era già conosciuto con questo nome. Intorno al 1000 alcuni documenti descrivono Porcari come un borgo (in seguito incastellato) con un imponente castello e due chiese dedicate una a Sant'Angelo e una a Santa Maria, con la possibilità dell'esistenza di una terza chiesa dedicata a San Giusto nei pressi dell'attuale chiesa. Fuori dal borgo si trovavano una chiesa dedicata a San Giovanni e molte case rustiche sparse per tutta la giurisdizione di Porcari che comprendeva Badia Pozzeveri, Gragnano, San Martino, San Gennaro, Petrognano e Tofori.
Il castello, che fu distrutto per ben tre volte, nel tempo diventò un'importante roccaforte, ultimo baluardo di difesa della città di Lucca e luogo di diverse battaglie. La più importante fu quella di Altopascio (che però realmente venne combattuta su territorio porcarese) nel 1325 dove Castruccio Castracani, vicario di Lucca, vinse su Ramon de Cardona, generale della Repubblica Fiorentina, e che li valse la nomina da parte di Ludovico il Bavaro a Duca di Lucca. Venute meno le esigenze belliche, nel corso del Quattrocento, Porcari divenne un territorio marginale dello stato lucchese.
Del castello rimangono tracce storiche fino al XVII secolo. Oggi rimane solamente qualche resto di muro sul colle di Porcari. Nel 1913, Porcari ottenne l'indipendenza da Capannori e si costituì in comune autonomo.

Voto alla città:6
Anno della foto:2018

Montecarlo (Italia)



Montecarlo (informalmente Montecarlo di Lucca) è un comune italiano di 4.397 abitanti della provincia di Lucca in Toscana.
Montecarlo è famosa per le sue architetture religiose e militari in particolare per le mura che circondano una parte della città vecchia.
Montecarlo è situata a 162 m d'altitudine, su un colle che domina la pianura circostante, a cavallo tra la Lucchesia e la Valdinievole; questi territori, di recente intensa urbanizzazione, presentano caratteristiche geomorfologiche diverse: La Lucchesia, integralmente irrigua in pianura, in cui prevale la coltura del mais, la Valdinievole, punteggiata di serre per la coltivazione dei fiori (il centro di Pescia è noto a livello internazionale per la floricultura).
Il colle di Montecarlo è coltivato a viti e ulivi, e vi si produce un olio di notevole qualità e pregiati vini DOP: il Montecarlo bianco e il Rosso di Montecarlo.
Il suo territorio è attraversato dalla "Strada del vino e dell'olio di Lucca, Montecarlo e Versilia", percorso enoturistico istituito nel 1999.
Tra le frazioni del comune vi è San Giuseppe, situata a circa 2 km da Montecarlo a un'altezza di circa 100 metri s.l.m. che conta circa 650 abitanti. Le altre frazioni sono: San Salvatore (rivolta verso la Valdinievole e attraversata dalla linea ferroviaria Lucca-Firenze, con stazione denominata appunto Montecarlo-San Salvatore), Turchetto e Gossi (toponimi antichi ma di recente urbanizzazione), Luciani, Micheloni, e infine San Piero in Campo, dove a memoria dell'antico borgo medioevale, distrutto in una delle tante e sanguinose guerre combattute in questi luoghi, si erge la pieve omonima recentemente restaurata.

Voto alla città:6
Anno della foto:2018

Altopascio (Italia)



Altopascio è un comune italiano di 15.546 abitanti della provincia di Lucca, in Toscana, famosa per via della Badia di San Pietro e per la Chiesa dei Santi Jacopo, Cristoforo ed Eligio (localmente chiamata chiesa di San Jacopo Maggiore).
Altopascio era circondata da zone palustri molto estese, come i grandi laghi di Bientina e di Fucecchio, di cui sono rimasti alcuni resti nel laghetto della Sibolla. Ciò che non era invaso dall'acqua era coperto dai boschi, come quello delle Cerbaie, infestati da briganti. Queste lande potevano diventare molto pericolose per il viandante che si fosse perduto, specie se la notte era "tetra e procellosa". Narra una leggenda che una fanciulla che si era avventurata da sola nelle zone paludose si perdette e non fece più ritorno a casa. Da allora tutte le sere, al tramonto, la campana di Altopascio suonava per richiamare la ragazza scomparsa, e per questo la campana venne chiamata "la Smarrita". In effetti la Smarrita ha continuato a risuonare per secoli per un'ora ogni sera nella bella torre romanica per orientare i pellegrini, e il suo richiamo giungeva a chilometri di distanza. Questo, insieme al fuoco acceso sulla terrazza, costituiva un riferimento importante per chi si era perso e per chi cercava di raggiungere lo spedale.
La Smarrita, fusa nel 1325 dal maestro Lazzaro Saggina, che vi ha inciso il proprio nome, è stata poi sostituita nel campanile della chiesa da una campana più recente.

Voto alla città:5
Anno della foto:2018

Salerno (Italia)



Salerno è un comune italiano di 133 419 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Campania, secondo comune della regione per numero di abitanti e ventinovesimo a livello nazionale.
Durante il Medioevo, la città ha vissuto, sotto la dominazione longobarda, una delle fasi storiche più rilevanti, essendo stata la capitale del Principato di Salerno, territorio che gradualmente arrivò a comprendere gran parte del Mezzogiorno continentale italiano.
A Salerno ha avuto sede la Scuola Medica Salernitana, che fu la prima e più importante istituzione medica d'Europa all'inizio del Medioevo e come tale è considerata da molti un'antesignana delle moderne università. Dal 1968 la città è sede dell'Università degli studi di Salerno, dislocata dal 1988, sotto forma di campus, nei limitrofi comuni di Fisciano e Baronissi.
Dal febbraio all'agosto del 1944 Salerno fu sede del governo italiano, ospitando i governi Badoglio IBadoglio II e Bonomi II che portarono alla Svolta di Salerno.
La maggior parte delle chiese di valore artistico-architettonico sono situate nel centro storico. Molte di esse hanno origine alto-medioevale e sono sorte come parte degli antichi monasteri a cui erano annesse. Lo stile predominante è il barocco che si è sovrapposto alle antiche architetture medioevali, comunque visibili e ben documentate in molti edifici. Il più importante edificio religioso cristiano cattolico della città è la Cattedrale di Salerno, edificata nell'XI secolo per volere di Roberto il Guiscardo e del vescovo Alfano I probabilmente sul sito di un precedente edificio religioso pagano. Più volte rimaneggiata, come sul finire del XVII secolo ad opera del Sanfelice e del Guglielmelli, nella pianta ricalca l'Abbazia di Montecassino, di cui Alfano era assiduo frequentatore, e l'antica basilica di San Pietro in Vaticano. Molto interessante, dal punto di vista architettonico ed artistico, è il campanile in stile arabo normanno, alto 52 metri e commissionato nel XII secolo dall'arcivescovo Guglielmo da Ravenna.
Di epoca longobarda sono, invece, le chiese di Sant'Andrea de Lavina, edificata in onore del proprio patrono dagli amalfitani deportati in città da Sicardo, e di Santa Maria de Lama, riaperta al pubblico nel 1996 e costruita su una precedente costruzione di epoca romana e che conserva le uniche tracce di pittura longobarda ancora esistenti in città. Molto importante dal punto di vista storico e archeologico, per via delle numerosissime stratificazioni, è la Chiesa di S.Pietro a Corte connessa, nell'impianto longobardo, al palazzo di Arechi II.
Da ricordare è anche la Chiesa del Santissimo Crocifisso del XIII secolo, ad impianto basilicale, e un tempo collegata al monastero di San Benedetto, di epoca longobarda e in stile romanico. La Chiesa del Monte dei Morti e la Chiesa di San Filippo Neri, entrambe cinquecentesche, sono caratterizzate dalla pianta ottagonale, insolita in città. Importante dal punto di vista artistico è la Chiesa di San Giorgio, degli inizi del '700 comunemente definita "la più bella chiesa barocca" della città, custodente le reliquie delle sante martiri salernitane Santa Tecla, Archelaa e Susanna e con quadri di Andrea Sabatini.
La Chiesa dell'Annunziata fu, invece, costruita nel 1627 a sostituzione di un precedente edificio di culto quattrocentesco andato distrutto per un terremoto. Spicca per il pregevole campanile progettato da Ferdinando Sanfelice.
Tra le chiese di più recente costruzione, sono da ricordare la Chiesa del Sacro Cuore, costruita ad inizio '900 in piazza Vittorio Veneto e la Chiesa della Sacra Famiglia costruita nel rione Fratte nel 1971, su progetto di Paolo Portoghesi, e che fu il primo edificio di culto realizzato interamente in cemento armato all'indomani della riforma liturgica del Concilio Vaticano II.
La parte alta del centro storico cittadino, inoltre, è ricca di numerosi conventi dismessi, per lo più di epoca longobarda o medievale, rimaneggiati nel corso dei secoli, costruiti lungo pendii riccamente irrigati per la presenza di numerosi ruscelli. Tra questi vanno ricordati, anche per la funzione pubblica che ora rivestono, il Convento di San Nicola della Palma, finito di restaurare nel 2013 e ospitante l’EBRI (Istituto Europeo di Ricerche Biomediche), costruito su un precedente impianto termale ad ipocausto di epoca bizantina, e il Convento di San Lorenzo, risalente al X secolo e sito in via De Renzi, che ospita la sede dell'Archivio Storico Comunale.
Il centro storico della città è costituito in gran parte dagli antichi edifici, rimaneggiati ed ampliati più volte nel corso dei secoli, della città longobarda e normanna con il suo dedalo di vicoli, le chiese ed i palazzi nobiliari. La parte alta del centro storico è caratterizzata dalla presenza di numerosi conventi, risalenti soprattutto al X e XI secolo, e da imponenti palazzi gentilizi come Palazzo San Massimo del principe Guaiferio. L'intero centro storico è stato gradualmente recuperato a partire dagli anni novanta ed è fulcro della vivace vita cittadina grazie anche alle caratteristiche botteghe ed i locali che lo animano fino a tarda notte. Interessante, in quanto testimonia il più antico utilizzo dell'arco ogivale nel medioevo, è l'acquedotto longobardo, eretto nel IX secolo per rifornire i monasteri di San Benedetto e Piantanova.
Nel centro storico sono numerosi i palazzi gentilizi di origine normanna, come Palazzo Fruscione, o fortemente rimaneggiati o innalzati nel '500 e '600, come Palazzo Pinto, dai bei cortili interni e dalle stanze affrescate. Il principale teatro della città è il Teatro Municipale Giuseppe Verdi, inaugurato nel 1872 e restaurato nel 1994. Fu costruito su progetto dell'ingegnere Antonino D'Amora e dell'architetto Giuseppe Menichini basandosi sulle proporzioni del Teatro San Carlo di Napoli. Notevole è il sipario realizzato da Domenico Morelli e definito, all'epoca, "il più bello esistente in Italia". Sotto la direzione artistica di Daniel Oren, dal 2007, si è affermato nel panorama lirico nazionale come teatro d'eccellenza, rendendosi protagonista di lusinghiere critiche ed importanti eventi.
In città sono presenti notevoli palazzi pubblici e residenziali edificati nel primo quarto del Novecento in stile Liberty e caratterizzati da un forte eclettismo storicistico progettati dall'ingegnere Gioacchino di Danimarca. Gli esempi più interessanti si possono ammirare nella stecca di edifici che costeggia il lungomare Trieste (Palazzo EdiliziaPalazzo NatellaPalazzo della Camera di commercio), nella zona del porto (Palazzo Barone), in prossimità della Stazione ferroviaria (Palazzo D'Alessandro), nonché nei palazzi di via Sabatini e di via Benedetto Croce. Molto importanti e imponenti, dal punto di vista architettonico, sono anche i palazzi pubblici realizzati durante il ventennio fascista e che costituiscono esempi interessanti della cosiddetta architettura di stato del regime, quali il Palazzo di Giustizia, il Palazzo delle Poste, il Liceo ginnasio Torquato Tasso, la Prefettura e il Palazzo di Cittàcon l'annesso cinema teatro Augusteo progettati dall'architetto Camillo Guerra, il mercato del pescee l'ex Casa del Balilla realizzati nella zona centrale della città. Nella zona collinare e in quella orientale, invece, si trovano l'Ex seminario regionale Pio XI, l'ex sanatorio antitubercolare e il Villaggio marino-sanatoriale.
Di recente costruzione sono altre opere realizzate in seguito all'organizzazione di concorsi internazionali di idee, vinti da alcuni degli architetti più conosciuti del XXI secolo, tra cui la stazione marittima di Zaha Hadidpiazza della Libertà di Ricardo Bofill, la Cittadella Giudiziaria di David Chipperfield, Eden Park di Massimiliano Fuksas e il Marina d'Arechi di Santiago Calatrava.
Simbolo della città è il castello di Arechi, costruito in età tardo romana o bizantina, che divenne il cardine del sistema difensivo triangolaredella città con il principe longobardo Arechi II, da cui prende il nome, che trasferì la corte del Principato di Benevento a Salerno. Successivamente ampliato e fortificato, il maniero non fu mai espugnato. Ospita un museo, delle attività ricettive e congressuali ed è punto di snodo per percorsi naturalistici e sentieri attrezzati. Poco distante dal castello, inoltre, è visitabile la Bastiglia, torre di avvistamento a pianta circolare fatta erigere da Gisulfo II per difendersi dall'imminente assedio della città da parte di Roberto il Guiscardo.
L'altro forte simbolo della città è la Carnale, torre cavallaria realizzata nel 1569 su un promontorio (da cui il forte prende il nome) originariamente collegato al colle Bellara. La Carnale fungeva anche da torre di avvistamento, in relazione con le altre torri di vedetta della costiera amalfitana e cilentana, contro le incursioni saracene. Sotto i Borbone fu utilizzata come deposito di armi e, durante la seconda guerra mondiale, fu rinforzata e presieduta per la vicinanza con lo snodo ferroviario.
Tra le torri di avvistamento di quel periodo presenti in città, va ricordata la Torre Angellara, lungo il litorale orientale della città. Nel rione Madonna delle Grazie, è presente la Torre dei Ladri di epoca longobarda e originariamente inglobata all'interno del muro di cinta occidentale. L'origine del nome, secondo la tradizione popolare, sarebbe da ricercare o nell'usanza di esporre sulla torre, a difesa della Porta Nocerina, i corpi dei ladri condannati a morte o nell'utilizzo dei suoi sotterranei da parte dei ladri come nascondiglio. Altra torre longobarda della città, nel rione Municipio, è la Torre di Guaiferio. Esiste poi la Torre del Cetrangolo (dal nome dell'arancio amaro di cui esisteva una coltivazione nell'area), che si trova nel punto in cui la murazione longobarda intersecava le mura romane, nel quartiere dell'Orto Magno. Lungo le pendici del monte Bonadies, poi, sono ancora visibili lunghi tratti delle mura che, partendo dal vertice costituito dal castello, cingevano la città da ambo i lati. Altre sezioni delle mura longobarde della città, inoltre, sono ancora presenti in alcune parti del centro storico.
Nella villa comunale si trova quella dedicata al patriota Giovanni Nicotera, membro della spedizione dei trecento a Sapri e in seguito Deputato e Ministro del Regno d'Italia. L'opera fu realizzata nel 1897 dallo scultore Alfonso Balzico per richiesta del comitato per le onoranze agli eroi di Sapri. Durante la guerra mondiale la statua fu fusa per realizzare proiettili ma, negli anni sessanta, ne fu ricollocata un'altra realizzata da Corrado Patroni. La nuova statua rappresenta Giovanni Nicotera colto nell'atto di strappare la propria condanna a morte. Sempre nella villa comunale si trova la statua di Carlo Pisacane, opera in marmo raffigurante il patriota italiano, protagonista della spedizione dei trecento. Il monumento fu realizzato dallo scultore Gennaro Calì nel 1864.
All'altezza di Palazzo Santoro invece si trova Il Monumento ai Martiri Politici della Regione Salernitana MCMXI, conosciuto anche con il nome di Statua della Libertà. L'opera è di Gaetano Chiaromonte e fu inaugurata nel 1912 nello spazio in cui vennero innalzati alla forca i patrioti salernitani. Il monumento è costituito da una colonna posta su un piedistallo di pietra davanti alla quale si trova una donna seminuda colta nell'atto di liberarsi dalle catene. Da organi di stampa diocesani la statua fu duramente criticata in quanto considerata troppo scandalosa e ne fu richiesta la rimozione. Nel 2012 è stato festeggiato il centenario della statua con una serie di incontri e manifestazioni.
Sempre di Chiaromonte sono tre altorilievi in bronzo raffiguranti: Roberto il GuiscardoL'entrata a Salerno di Papa Gregorio VII e la Fertilità della terra, destinati alla facciata del Palazzo di Città e posti all'ingresso del Salone dei Marmi. Sempre di Chiaromonte, nella villa comunale, il busto in bronzo di Giovanni Cuomo, Ministro dell'Istruzione nel 1944 e la statua raffigurante Giovanni Amendola posto davanti al tribunale cittadino. In piazza Vittorio Veneto invece si trova il Monumento ai Caduti in Provincia di Salerno nella Grande Guerra, costituito da un blocco di pietra ai cui lati si trovano due figure maschili e dei bassorilievi realizzati nel marmo bianco del basamento. Sulla sommità fu posta la statua della Vittoria Alata, ovvero una donna brandente una spada ricurva colta in un movimento plastico. La statua fu inaugurata nel 1923 da Vittorio Emanuele III ma solo due anni dopo la Vittoria Alata fu fusa da Benito Mussolini per la fabbricazione di proiettili. Un altro monumento ai caduti è quello posto sul Lungomare Trieste, realizzato dall'ingegnere Arnaldo Prete ed inaugurato nel 1977. Alla fine del Lungomare Trieste è posta la statua di Errico De Marinis, politico socialista italiano. In Piazza della Concordia si trova il Monumento al Marinaio progettato da Antonio Berti e inaugurato nel 1963. È costituito da un obelisco di quasi venti metri che poggia su un piedistallo di marmo a forma di stella, sormontato dalla statua della Madonna in bronzo dorato. In piazza Flavio Gioia invece si trova, sulla Porta Nova, la statua di San Matteo.
A Salerno sono presenti anche diverse fontane, alcune contemporanee e altre più antiche situate nelle corti dei palazzi del centro storico o nei vari rioni. 
Nel quadriportico del Conservatorio Ave Gratia Plena Minor ritroviamo una fontana caratterizzata d una vasca ottagonale che fu creata in sostituzione dell'antico pozzo a servizio della struttura mentre all'esterno la fontana dell'Annunziatella caratterizzata da un loggiato con tetto a cupola. Di grande importanza è la Fontana del Nettuno, che si trova nel cortile del Palazzo Ruggi d'Aragona, posta in una nicchia semicircolare in stile Rococò e caratterizzata dalle rappresentazioni scenografiche di Nettuno, un cavallo, un fanciullo ed una sirena avvolti dalle onde marine e scolpiti in pietra ed arenaria. Nelle piazze dei rioni ritroviamo la Fontana dei pesci (conosciuta anche con il nome di Fontana del Campo poiché si trova in Piazza Sedile del Campo) disegnata da Luigi Vanvitelli, la Fontana del Tenna in piazza Abate Conforti, poggiata su tre gradini e costituita da una vasca ottagonale su cui sono disposti in modo simmetrico quattro pesci dalla cui bocca fuoriesce l'acqua. Di autori ignoti sono invece la fontana delle Fornelle, situata in piazza Matteo d'Aiello, che si presenta come una vasca di forma ovale posta su un gradino e caratterizzata da due zampilli che fuoriescono da due brocche di ferro poste su blocchi di pietra, la saliera di don Peppino Bellotti, costituita da una vasca circolare con al centro una coppa marmorea con inciso il simbolo del Comune e la fontana di largo Montone, dalla grande monumentalità, posta a ridosso di una parete rivestita di mattoncini rossi e abbellita con sei lesene. La più importante è senza dubbio la Fontana del Tullio, realizzata nel 1790 lungo la strada che collegava Salerno a Napoli, posizionata nella villa comunale. Tra le fontane contemporanee ritroviamo quella con pianta ottagonale disegnata da Riccardo Dalisi, posta in piazza Flavio Gioia e chiamata dei delfini per via dei due delfini posti al centro della stessa che sorreggono un piatto di metallo da cui zampilla l'acqua.
A Salerno è presente un acquedotto medievale, eretto dai Longobardi nel IX secolo, per approvvigionare il monastero di San Benedetto e, tramite un passaggio sotterraneo, il convento della Piantanova. È costituito da due rami, uno proveniente da nord e uno da est, che si congiungono in via Arce e proseguono a sud verso il monastero. Poggia su delle arcate ogivali, probabile uno dei primi utilizzi di questo tipo di arco. Un tratto dell'acquedotto è stato popolarmente battezzato "Ponte del Diavolo", in quanto una leggenda popolare narra che il ponte sia stato costruito "con aiuto di demoni", da Pietro Barliario; la superstizione riteneva anche che avventurarsi sotto le arcate all'alba o al tramonto avrebbe portato all'incontro con costoro. Ancora un'altra leggenda narra che sotto l'acquedotto, in una notte di tempesta, si siano incontrati i quattro fondatori della Scuola Medica Salernitana.
Al 2009 invece risale la scoperta di un acquedotto nel vallone del Cernicchiara: si tratta di tre strutture ad archi, che probabilmente portavano l'acqua dalle pendici del Monte Bonadies a conventi, siti nei rioni alti della città.
Sul territorio cittadino sono presenti alcuni interessanti siti archeologici. Uno dei più importanti, perché affonda le radici nelle origini dei primi insediamenti abitativi del territorio, è l'area archeologica etrusco-sannitica del rione Fratte. Consisteva, con tutta probabilità, in un piccolo e fiorente centro commerciale fondato attorno al VI secolo a.C. da gruppi di Etruschi provenienti dalla vicina Amina (odierna Pontecagnano Faiano). L'insediamento, probabilmente da identificarsi con Irna, fu distrutto dai romani nell'ambito delle guerre sannitiche. I reperti rinvenuti nelle campagne di scavo e nella necropoli sono esposti al museo archeologico provinciale.
L'altro importantissimo sito archeologico della città, perché pluristratificato e strettamente connesso al periodo di maggiore fioritura della città di Salerno, è il complesso archeologico di San Pietro a Corte. L'edificato ha origine intorno al I secolo d.C., in età medio imperiale, come impianto termale. L'area del frigidarium fu poi utilizzata in età paleocristiana, intorno al V secolo come cimitero con annessa ecclesia. Quando Arechi II spostò la corte del principato di Benevento a Salerno, su quel sito costruì la sua reggia e la cappella palatina. È per questo che il sito di S.Pietro a Corte è una testimonianza importantissima della storia longobarda, in quanto costituisce l'unica testimonianza di architettura palaziale longobarda. Nel corso dei secoli fu, poi, utilizzato per altri scopi. In epoca normanna e sveva ospitò riunioni dell'assemblea cittadina e del Collegio della scuola medica salernitana. Nel XVI e XVIII secolo furono fatti importanti interventi di ristrutturazione della chiesa superiore e del suo accesso.
In località San Leonardo, nel periodo 1985-1989 sono iniziate campagne di scavo (poi proseguite in anni più recenti) per portare alla luce una villa romana il cui impianto originario risale alla fine del II secolo a.C. e l'inizio del I secolo. Anche nel centro storico, in occasione di scavi mirati o in seguito a rinvenimenti fortuiti sono state rinvenute stratificazioni romane, al di sotto del livello medievale longobardo o normanno. È il caso della domus romana di Vicolo della Neve, o dei recenti ritrovamenti, connessi al vicinissimo sito di S.Pietro a Corte, nell'ambito del restauro di Palazzo Fruscione o, ancora, della Chiesa dell'Annunziata o del Convento di San Nicola della Palma. Anche il palazzo arcivescovile presenta, al pian terreno, evidenti tracce di un preesistente tempio pagano, probabilmente dedicato a Pomona.
In città sono presenti parchi urbani, aree verdi e numerosi giardini che adornano i vari quartieri.
Senza dubbio è il Lungomare Trieste la passeggiata verde più cara ai salernitani: progettato nel 1948, fu definito dagli Inglesi negli anni cinquanta il più bel lungomare del Mediterraneo. Si sviluppa lungo 1,3 km e ospita diverse specie arboree tra cui platanipalme ed oleandri. La villa comunale fu, invece, progettata nel 1874 e realizzata intorno all'antica fontana di Don Tullio. Restaurata nel 1997 conserva alberi secolari, palme e essenze rare, oltre a numerosi monumenti storici. Il Giardino della Minerva, risalente al XII secolo e restaurato e recuperato nel 2001, è l'orto botanico più antico d'Europa, creato da Matteo Silvatico come luogo di insegnamento e coltivazione delle essenze medicinali utili alla Scuola Medica Salernitana. Era inserito, anticamente, nel più ampio complesso degli orti cinti che dominavano la parte alta della città alle pendici del monte Bonadies. Altro parco storico è quello che sorge nella villa dei Conti Carrara, restaurata nel 1996 con la salvaguardia degli alberi secolari e il riutilizzo, per fini sociali e culturali, della villa gentilizia di fine Ottocento.
Tra i parchi di più recente concezione, spicca per dimensione (circa 10 ettari) il Parco del Mercatello, realizzato nel 1998 e inaugurato da Oscar Luigi Scalfaro, all'interno sono presenti numerose fontane scenografiche e una serra. Di buone dimensioni anche il Parco Pinocchio, frutto di una riqualificazione delle abbandonate Terme Campione, e il connesso Parco dell'Irno, inaugurato nel 2010, che ospita due pregevoli esempi di archeologia industriale: gli ottocenteschi mulino e fornace per la produzione di mattoni della SALID, all'interno dei quali ora sorgono un teatro stabile e si tengono mostre e attività culturali. Nella zona orientale della città, i parchi di maggiore rilievo sono la Villa Ciro Bracciante, i Giardini Mariele Ventre, i Giardini della Carnale, riqualificati nel 2010 con suggestivi giochi di luce sulla parete rocciosa e sostituzione totale delle palme ivi presenti con essenze caducifoglie, il Parco Arbostella, il Parco del Galiziano, caratterizzato da percorsi in pendenza e il Parco Buongiorno, in cui è presente anche un'area di sgambamento per i cani. Da ricordare, invece, nei quartieri alti della città il Parco del Seminario.
Oltre i numerosi parchi di vario tipo e le aree verdi, in città sono presenti alcune aree naturali frequentate per passeggiate naturalistiche. Il colle Bellara o Masso della Signora è una collina situata nella zona orientale della città con vaste aree boschive, da cui si può godere di un'eccezionale vista sulla città; sulla sua sommità si trovano alcune antenne radiotelevisive. Il Monte San Liberatore, invece, al confine con i comuni di Vietri sul Mare e Cava de' Tirreni, è sito dal lato opposto della città. Sulla cima, da cui si domina Salerno, è presente un antico eremo del X secolo, ampliato più volte nel corso del tempo.

Voto alla città:8
Anno della foto:2011