Se stai cercando un borgo che custodisce segreti millenari e reliquie di fama mondiale, Ripalimosani è la tappa che non può mancare nel tuo itinerario in Molise. Questo comune di circa tremila abitanti, in provincia di Campobasso, accoglie il visitatore con un fascino d’altri tempi, sospeso tra l’eleganza barocca e le sue radici medievali.
Il punto di partenza ideale è la Chiesa madre di Santa Maria Assunta, un gioiello del XIV secolo che colpisce subito per la sua facciata tripartita. Il portale in legno è sormontato da una splendida lunetta che raffigura la Madonna in trionfo, in uno stile che richiama il Rinascimento napoletano. Se osservi bene l'esterno vicino al campanile, potrai scorgere un dettaglio inquietante e affascinante: un bassorilievo del Diavolo risalente al Trecento, testimonianza dell’antico spirito medievale. All'interno, lo stile barocco esplode in tutta la sua ricchezza tra tele preziose, come l’Adorazione dei Magi, e un pulpito in legno finemente intagliato.
Ma ciò che rende Ripalimosani un luogo di pellegrinaggio unico è la copia della Sacra Sindone. Si tratta di una delle pochissime riproduzioni storiche ufficiali dell'originale di Torino, commissionata nel 1594 da Carlo Emanuele I di Savoia. La leggenda narra che il pittore incaricato dovette dipingerla restando sempre in ginocchio per rispetto verso l'originale. Giunta nel borgo nel XVIII secolo grazie a Monsignor Riccardo di Bari, la reliquia ha ottenuto una fama internazionale, culminata con le esposizioni del Giubileo del 2000.
Oggi questa preziosa testimonianza è custodita presso il Convento di San Pietro Celestino, situato in contrada Colle Rosa. Fondato come abbazia nel X secolo, il convento deve il suo nome al passaggio di Pietro da Morrone, il futuro Papa Celestino V. Il complesso mantiene un austero aspetto romanico all'esterno, mentre l’interno a tre navate ospita affreschi di pregio e una curiosa bambola del Settecento che raffigura Maria bambina.
Infine, per respirare l'atmosfera della nobiltà locale, non puoi perdere il Palazzo Marchesale Riccardo. Nato come castello nel X secolo per il controllo del territorio e trasformato in residenza barocca, il palazzo conserva intatti i suoi bastioni esterni. Al suo interno si aprono stanze nobiliari arredate in rosso porpora e una raffinata cappella privata con un altare decorato, che raccontano la vita quotidiana dei burocrati e dei notai che un tempo amministravano questo affascinante angolo di Molise.
Voto alla città:6
Anno della foto:2019
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