Se stai cercando una destinazione dove l'archeologia industriale si sposa con la brezza marina e la storia di una città-fabbrica ottocentesca si riflette sulle acque di un golfo incantato, devi assolutamente scoprire Follonica. Questa accogliente località della provincia di Grosseto sorge al centro dell'omonimo golfo, adagiata nel suggestivo territorio delle Colline Metallifere grossetane. Con i suoi oltre 21 mila abitanti, rappresenta la seconda città più popolosa della provincia e incarna l'essenza più autentica di una Toscana costiera capace di unire il relax balneare a un profondo e affascinante passato operaio.
La prima cosa che ti conquista quando arrivi da queste parti è l'atmosfera. Qui la memoria del ferro e del fuoco detta ancora le regole del paesaggio urbano, e lo si capisce esplorando lo straordinario comprensorio comunemente noto come "ex Ilva". Questo grande spazio racchiude gli stabilimenti ormai dismessi che costituivano il nucleo originario della città-fabbrica voluta dal granduca Leopoldo II di Lorena per il trattamento dei minerali provenienti dall'isola d'Elba. È un panorama industriale che sa essere incredibilmente romantico, specialmente quando la luce del sole illumina le storiche strutture in ghisa e i monumentali edifici della fonderia, regalando al visitatore un fascino misterioso che racconta secoli di fatiche, innovazioni tecnologiche e sfide metallurgiche d'avanguardia. Non a caso, queste sono le terre in cui la visione granducale ha trasformato un antico insediamento del XVI secolo in uno dei più moderni e funzionali poli della siderurgia a livello nazionale.
Buttando lo sguardo indietro nel tempo, Follonica rivela un piccolo scrigno di ingegno e trasformazioni storiche. Il viaggio comincia all'epoca degli Appiani di Piombino, che proprio qui edificarono una prima ferriera accanto a un mulino preesistente per fondere il ferro delle miniere di Rio nell'Elba. Con il passaggio al Granducato di Toscana la svolta fu epocale, grazie all'istituzione dell'Imperiale e Reale Amministrazione delle Miniere di Rio e delle Fonderie del Ferro di Follonica (IRAMFF). Le fonderie passarono poi alla gestione della Banca Bastogi nel 1850, per poi essere affidate nel 1867 alla nuova "Società Anonima Alti Forni e Fonderie di Piombino", che assunse infine nel 1918 la celebre denominazione di Ilva. Questa gloriosa epopea siderurgica ha continuato a battere il tempo e a plasmare l'identità cittadina fino al 21 febbraio 1960, giorno in cui cessò definitivamente la produzione negli stabilimenti, lasciando in eredità splendidi edifici oggi pregevolmente restaurati.
Naturalmente, non si può comprendere fino in fondo l'anima di questo luogo senza osservare la sua straordinaria evoluzione moderna e la sua ricchezza complessiva. Follonica è la patria indiscussa del riscatto culturale: oltre alla sua imponente eredità industriale, la città è oggi celebre per una fitta rete di architetture religiose, civili e militari, per i suoi monumenti storici, i siti archeologici e le rigeneranti aree naturali che la circondano. Visitare questo distretto costiero, dove il profumo della macchia mediterranea si fonde con le geometrie architettoniche del ferro ottocentesco, è un'esperienza sensoriale e culturale che da sola vale il viaggio.
Il viaggio prosegue nell'esplorazione dei padiglioni museali nati dal recupero delle vecchie fonderie e nelle passeggiate rigeneranti lungo le spiagge sabbiose del golfo. Farsi tentare da un itinerario alla scoperta dei dettagli architettonici in ghisa della Chiesa di San Leopoldo o da un pomeriggio di relax immersi nelle pinete costiere è il modo migliore per connettersi con la doppia anima, industriale e balneare, di questa terra. Follonica non è una meta da mordi e fuggi, ma un angolo di Maremma da assaporare con calma, un passo alla volta.
Voto alla città:7
Anno della foto:2018
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